Dispersione scolastica, importante calo in Italia. I DATI di Calabria e Sicilia

Dispersione scolastica, Valditara: "Per l’Italia risultati estremamente positivi. Superato l’obiettivo di Agenda 2030 con 5 anni di anticipo"

Sulla dispersione scolastica ci sono dei miglioramenti consistenti in Italia che variano, ovviamente, da regione a regione. I dati pubblicati dall’Istat mostrano infatti come nel 2025 la dispersione sia scesa all’8,2% (6,7% considerando soltanto gli studenti con cittadinanza italiana). Un risultato mai raggiunto prima che ha consentito di centrare il target Pnrr, ossia ridurre gli abbandoni dal 13,5% al 10,2%.

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A guidare la classifica negativa è la Sicilia, con un tasso del 13,7%, seguita a brevissima distanza dalla Sardegna (13,6%). Dietro abbiamo Campania (9,7%) e Puglia (8,6%) con la Calabria al 6,5%. Nel Centro/Nord le regioni come il Piemonte (7,2%), il Trentino-Alto Adige (7,1%) e la Lombardia (6,6%) si mantengono sotto la media nazionale, mentre i risultati migliori si registrano in Umbria (4,9%), nella Provincia autonoma di Trento (5,2%) e in Abruzzo e Molise (entrambi al 5,3%). le Isole si attestano come l’area più critica con il 13,7%, seguite dal Sud (8,4%). Più contenuti i valori del Centro (7,7%), del Nord/Ovest (7%) e soprattutto del Nord/Est, che registra il dato più basso con il 6,8%.

 “Superato l’obiettivo di Agenda 2030 con 5 anni di anticipo”

“La rilevazione ISTAT appena pubblicata sulla dispersione scolastica in Italia (“Elet – Early Leavers from Education and Training”) restituisce un quadro estremamente positivo sui progressi fatti nel nostro Paese dal 2022 a oggi con l’attuale Governo. In base ai dati ISTAT, la dispersione scolastica in Italia nel 2025 ha registrato l’8,2% (6,7% considerando soltanto gli studenti con cittadinanza italiana), un dato eccezionale che certifica un notevole miglioramento del trend: l’Italia, con ben 5 anni di anticipo, ha già superato l’obiettivo del 9% fissato da Agenda 2030 della UE. Nel 2020 il nostro Paese mancò l’obiettivo UE, fissato al 10%, registrando una dispersione scolastica del 14,2%, lontana oltre 4 punti percentuali rispetto al traguardo stabilito”. Così il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

Numeri

“I numeri sono eloquenti: partendo da un 11,5% nel 2022, la politica scolastica del Governo Meloni ha conseguito il 10,5% nel 2023, il 9,8% nel 2024 per arrivare al dato attuale dell’8,2%, che vede l’Italia in controtendenza positiva rispetto ad altri Paesi. Ricordiamo che nel 2024 la Germania aveva un tasso di dispersione pari a 12,9% e Paesi come Estonia, nel 2024, all’11%, Danimarca al 10,4%, Finlandia al 9,6%, negli ultimi anni hanno registrato un trend negativo con un aumento della dispersione scolastica. Il risultato da noi raggiunto è anche la conseguenza delle politiche che abbiamo avviato per contrastare la dispersione scolastica: tra gli altri provvedimenti, ricordiamo l’introduzione di Agenda Sud e Agenda Nord, con lo sviluppo di didattiche innovative, del Decreto Caivano, che ha previsto norme e procedure più serie e rigorose per contrastare la violazione dell’obbligo di frequenza scolastica”, evidenzia Valditara.

“I dati degli studenti di cittadinanza italiana si collocano tra le migliori performance in Europa”

“In particolare, i dati emersi nella regione Campania sono un esempio inconfutabile di quanto Agenda Sud e Decreto Caivano abbiano funzionato: nell’anno scolastico 2024/2025 sono stati recuperati circa 8.000 studenti che avevano abbandonato la scuola. In generale, i dati degli studenti di cittadinanza italiana si collocano tra le migliori performance in Europa. Vi è ancora un problema di dispersione legato invece agli studenti di cittadinanza straniera, che registrano nel 2025 il 26,2% di abbandoni: tuttavia, rispetto al 2022 – quando il dato era del 30,1% – abbiamo ottenuto una netta progressione anche in questo ambito. La ancora alta percentuale di dispersione fra i giovani stranieri dimostra la necessità delle misure che abbiamo avviato in questo anno scolastico per potenziare l’insegnamento della lingua italiana con un investimento di oltre 13 milioni di euro e con la specializzazione di 1.000 docenti destinati a insegnare l’italiano agli studenti appena arrivati nel nostro Paese. Questi dati notevolmente positivi si accompagnano anche al riconoscimento della riforma italiana del “4+2” contenuto nel recente rapporto OCSE (“Fondamenti della crescita e della competitività 2026”): “La formazione tecnica e professionale è stata oggetto di riforma per meglio rispondere alle esigenze del mondo del lavoro”. Il netto calo della dispersione scolastica è un grande risultato per l’Italia intera e per i nostri giovani”, conclude Valditara.

Studenti istruzione dati istat 2025