Qualche giorno fa, in uno dei suoi interventi in tv, Alessandro Sallusti ha svelato un episodio recente che lo ha visto coinvolto nel corso di un incontro con Nicola Gratteri. Il giornalista ha rivelato cosa è accaduto: il Procuratore non gli ha stretto la mano, dandogli – a detta di Sallusti – del “mascalzone. E poi facciamo i conti”. Gratteri, in una intervista al Corriere della Sera, ha commentato questo episodio, ammettendo di non aver salutato il giornalista ma smentendo tutto il resto. “È un bugiardo. L’unica cosa vera è che io non gli ho voluto stringere la mano. Del resto si è inventato tutto“ ha detto il Procuratore.
“Intanto è accaduto quasi un mese fa, non in questi giorni. Eravamo in camerino prima di andare in onda nella trasmissione di Floris DiMartedì su La7. Eravamo solo io e lui, non c’era nessun altro. Lui entra e dice: ‘Buonasera, procuratore. Che fa, non mi saluta?’. E io rispondo: ‘No, perché lei mi ha offeso sul piano personale e per me i gesti hanno un valore’. Gliel’ho spiegato, sa tutto. Mi aveva detto che sono uno ‘scemo’. E io sono un uomo, non sono un ipocrita. Cosa vuol dire salutare una persona?”.
“Mi sono costruito una vita per permettermi il lusso di dire quello che penso. Non faccio gesti per opportunità o per politically correct. Non sono di plastica e non mi piace fare il ‘piacione’. Se per qualcuno la stretta di mano è acqua fresca per me ha un valore”, ha aggiunto Gratteri. “Se è vera la frase ‘mascalzone, poi facciamo i conti?. Non è vero, non gliel’ho detto. Mai usato in vita mia quel termine. Sono calabrese. Della Calabria del sud. Usiamo altre parole. Se l’è inventato. Già non era vero quello che ha scritto la giornalista del Foglio. Ma quando qualcuno mi diffama, io faccio querele. Lui ha voluto cavalcare la tigre. Ma con lui quali sarebbero i conti da regolare? Ma non facciamo le mammolette. È una postura che non gli si addice. Incominciassero a essere e a fare gli uomini”.

