L’11 settembre 2001, New York veniva segnata per sempre con un brutale attentato terroristico alle Torri Gemelle, simbolo architettonico della città, divenute poi simbolo di martirio e dell’atrocità del terrorismo radicale islamico. A 25 anni di distanza, New York ha un sindaco sciita, Zohran Mamdani, che celebra la fine del Ramadan insieme ad alcuni ospiti islamici all’interno del municipio, seduti per terra, mentre mangiano in compagnia.
Sarà l’inclusività, il multiculturalismo, lo specchio dei tempi. Il punto non è questo. C’è un dettaglio agghiacciante in un video diventato virale in rete. Fra gli ospiti, è presente un ragazzo che alza il dito indice verso il cielo. Un gesto all’apparenza banale, ma che non lo è. Si tratta dello stesso gesto fatto da Emir Balat, 18enne arrestato sabato 7 marzo scorso dopo aver tentato un attentato contro i partecipanti ad una manifestazione anti-islam, con ordigni artigianali, vicino alla residenza del sindaco di New York. Secondo l’accusa, gli ordigni contenevano metallo e schegge per provocare il maggior numero possibile di feriti e morti. Quando è stato fermato, Balat ha fatto proprio quel gesto con il dito alzato.
Lo stesso gesto compare in moltissimi video e fotografie della propaganda jihadista: lo usano miliziani dell’ISIS, lo usano miliziani di Hamas, ed è diventato negli anni un segno di riconoscimento frequentemente utilizzato nei contesti jihadisti. Quel gesto è stato ripetuto nel municipio di New York, a pochi giorni da una tentata strage.

