E’ un caso clamoroso accaduto qualche anno fa. Un caso che, seppur già noto, fa ancora rabbrividire, così come quello raccontato da Matilde Siracusano ai microfoni di StrettoWeb. Un altro cortocircuito giudiziario è quello che ha coinvolto Luigi Longo, giornalista di Taurianova arrestato per un caso di omonimia. A raccontare la storia è lui stesso, in un’intervista resa a Graziano Tomarchio per StrettoWeb, in cui spiega cosa è successo e poi lancia un appello per il Sì al Referendum sulla Giustizia.
“Ero accusato di diversi reati, rispetto a una società di cui ero socio. Sin da subito abbiamo visto che si trattava di un errore madornale. C’era un Longo Luigi di Polistena, ma io non lo conosco e sono di Taurianova. Hanno inserito me nel processo anziché lui, ma era un omonimo e io non c’entravo niente. Mi aspettavo che la cosa si risolvesse con tante scuse e la libertà, ma invece arrivo al carcere e al Tg5 la notizia del mio arresto è in prima pagina; mi rendo conto che quando passa un messaggio così forte e comunicativo, dietro c’è dell’altro. Quel PM, che era un uomo di corrente molto importante e quotato a quell’epoca, dentro l’ANM, si è fatto nominare dal CSM Procuratore Capo della Repubblica 23 giorni dopo il mio arresto”.
Di seguito l’intervista completa.
