Mentre gli occhi del mondo sono puntati sul Medio Oriente per il conflitto in Iran, la guerra in Ucraina è entrata nel suo quinto anno. Kiev rischia, proprio a causa delle dinamiche relative al conflitto iraniano, di veder meno il sostegno internazionale e subire un nuovo affondo da parte della Russia. Intervenuta in aula al Senato in vista del prossimo Consiglio Europeo, Giorgia Meloni ha ribadito il sostegno dell’Italia all’Ucraina.
“Il conflitto in Ucraina è purtroppo entrato nel suo quinto anno. E in questo lungo periodo, la posizione italiana non è mai cambiata: l’Italia resta fermamente al fianco di Kiev, del suo popolo e delle sue istituzioni, a sostegno della sua integrità territoriale, della sua sovranità e della sua indipendenza, come ho avuto modo di ribadire al Presidente Zelensky in occasione del nostro ultimo contatto, avvenuto giovedì scorso. Per noi si tratta non solo di un dovere morale, ma anche di una necessità strategica“, ha dichiarato Meloni.
“Russia perde terreno, smentita propaganda Cremlino”
“I fatti smentiscono la propaganda del Cremlino, purtroppo ancora molto forte anche in Italia. Un dato su tutti: dopo mesi di scarsissimi progressi sul campo, nel mese di febbraio 2026 la Russia ha perso più territori di quanti ne abbia conquistati“, ha evidenziato la premier Giorgia Meloni, nel corso del suo intervento al Senato.
“In sostanza, a febbraio, si è ridotta la percentuale di territorio ucraino sotto controllo russo. Con buona pace di chi sosteneva che la resa incondizionata fosse l’unica strada percorribile per l’Ucraina. Ci tengo anche a evidenziare, ancora, come gli sforzi diplomatici per arrivare a una pace giusta e duratura per la nazione aggredita ci chiamino direttamente in causa“, ha aggiunto il presidente del Consiglio.
“Ventesimo pacchetto sanzioni passaggio necessario”
“Guardiamo al ventesimo pacchetto di sanzioni europee come a un passaggio necessario per ridurre ulteriormente le entrate che alimentano la macchina bellica del Cremlino. Le misure dovranno essere incisive ed efficaci, ma anche calibrate, per evitare ricadute asimmetriche sui nostri operatori economici e sui nostri interessi nazionali“, ha ribadito Meloni.
“Ingresso Ucraina in Ue legato ad allargamento complessivo anche a Balcani occidentali”
“Il negoziato di pace e il processo di adesione dell’Ucraina all’Unione stanno cominciando a essere due facce della stessa medaglia. Tuttavia, riteniamo che eventuali accelerazioni del processo di allargamento debbano coinvolgere tutti i candidati, a partire da quelli dei Balcani Occidentali, preservando l’equilibrio istituzionale e l’integrità del mercato interno dell’Unione Europea. Perché solo un’Europa riunificata può raggiungere la forza necessaria per competere e restare sicura e influente nel mondo di oggi“, ha concluso.
