Dai baci alle travi ai ricorsi bocciati: Falcomatà e i ponti, un rapporto “sfortunato”

Volendo prendere a esempio qualche simpatico commento social, e approfittando dell'ondata sarcastica del nostro "Anonimo reggino", diciamo che il rapporto tra Giuseppe Falcomatà e i ponti, in questo periodo, è "sfortunato"

Dai baci alle travi ai ricorsi, ci ha provato. Non è riuscito con quelli più piccoli e ha voluto osare, rischiando, ma facendo una figuraccia. Volendo prendere a esempio qualche simpatico commento social, e approfittando dell’ondata sarcastica del nostro “Anonimo reggino”, diciamo che il rapporto tra Giuseppe Falcomatà e i ponti, in questo periodo, è “sfortunato“. In principio coinvolse i reggini (era luglio 2020) per chiedergli un “nome da dare a questo ponte”. Successivamente, a marzo 2021, rivelò: “abbiamo la testa dura e quando ci ‘fissiamo’ su una cosa prima o poi la portiamo a termine” (sigh!).

Infine, lo scorso anno, baciò addirittura la trave in diretta social, mentre si stava consumando l’ennesima figuraccia, e mentre aggiungeva al contorno delle frasi da fare rabbrividire anche i più tolleranti (persino Brunetti, che lo “richiamó” all’ordine). E in Consiglio Comunale dichiarò: “faremo una festa come quando cadde il muro di Berlino”.

Post Falcomatà su Ponte Calopinace

A causa della presenza in città del bravo e simpatico Pasquale Caprì, il dubbio sull’effettiva attendibilità di queste dichiarazioni ci sovviene, ma purtroppo è tutto vero. Di ironico ci resta solo il video di Caprì di qualche giorno dopo: “o abbassiamo il ponte o alziamo la città”. Oggi, né l’una e né l’altra, e intanto Falcomatà non è più Sindaco, la sua seconda consiliatura volge al termine e la città è pronta a una nuova guida.

Lui, però, mai domo, ebbe una trovata. “Se i ponti piccoli non li posso fare, almeno provo a bloccare quelli grandi”, avrà pensato. E allora, quale migliore idea se non presentare un ricorso contro il Ponte sullo Stretto, coinvolgendo anche il Sindaco di Villa San Giovanni? In fondo, non ci aveva pensato nessuno. Avete mai visto il Sindaco Sala presentare ricorso per bloccare le Olimpiadi di Milano-Cortina? O pensate a Trump, e alle sue idee di megalomania, presentare un ricorso alla Fifa per bloccare i Mondiali negli Usa. “No, fateli piuttosto in Groenlandia (…)”. Oppure, per restare in tema, pensiamo al Sindaco di Venezia che presenta ricorso per bloccare i lavori del Mose: “preferiamo tenerci l’acqua alta”. Follia!

Non a Reggio Calabria, dove un (ormai ex) Sindaco si mette a giocare coi ponti come fossero quelli della Lego. Ma anziché raccogliere i pezzetti, per assemblarli, raccoglie solo figuracce che – per fortuna – restano, come si può vedere da screen e link correlati. È una lunga sequela. Di lungo, invece, e non vorremmo scadere nel volgare, non c’è di certo il Ponte sul Calopinace. Quello sullo Stretto è un po’ più impegnativo, invece, e proprio per questo ci saremmo aspettati un’altra idea: “o non lo facciamo o accorciamo lo Stretto”. Niente, alla fine gli è andata male…