Per una serie di coincidenze riesco finalmente a vedere la mia Reggina (il mio pensiero è riferito alla Vera Reggina) giocare in uno dei campi da calcio di Lamezia Terme, questa volta ospite della Vigor Lamezia. Non vi nascondo l’emozione ma nello stesso tempo la tristezza di assistere ad un match di serie D, oggi Lega Nazionale Dilettanti ma sempre serie D è. Trascorsa la mattinata sulla costa ionica catanzarese per altri impegni rientro a Lamezia per l’ora di pranzo e, dopo un pranzo frugale, mi reco al D’Ippolito. Lasciatemi fare un plauso all’organizzazione, alle forze dell’ordine, alla sicurezza interna allo stadio. Tutto perfetto.
Stadio allestito a festa, i settori aperti (ancora una curva è chiusa) e gremiti di tifosi, da entrambi le parti. Mi accomodo nella Tribuna del settore ospiti ma nello stesso tempo saluto i tanti amici lametini e vigorini. Ci scambiamo il reciproco in bocca al lupo. Settore degli amaranto rumoroso, in particolare la curva che sin dall’ingresso allo stadio ha iniziato ad intonare i canti di sostegno alla squadra durante la fase del riscaldamento. Lasciatemelo dire, con il senno del poi. Un entusiasmo smisurato della tifoseria in tribuna, a mio avviso dimenticando in pieno quale categoria gioca la Reggina e quale posizione occupa. Inizia la partita, lo stadio è una bolgia amaranto. Si ascoltano soltanto le voci dei nostri ultras. Ad un certo punto si alza un unico coro che mette d’accordo entrambe le tifoserie. Sorvolo.
La partita è nervosa. La Reggina ha sempre il pallino del gioco ma è inconcludente, sembra impaurita, come se non volesse assumersi la responsabilità di un’occasione importante grazie all’incrocio di diversi scontri nella giornata odierna di campionato. Il risultato è che alla prima occasione, frutto di una dormita complessiva della squadra, centrocampo e difesa, la Vigor passa in vantaggio, a mio modesto avviso immeritatamente ma, tant’è, qualcuno dalle mie parti diceva “Pallone entra quando Dio vuole”. Ma occorre che si tiri in porta altrimenti appare tutto difficile…
Il secondo tempo inizia con l’espulsione di un calciatore della Vigor Lamezia a causa di una leggerezza commessa nei confronti del portiere della Reggina, ammonizione, doppio giallo. La partita dovrebbe ribaltarsi a favore della Reggina, invece no. Sembra la Vigor ad essere in 11 e la Reggina in 10. Attacca, difende, lotta su ogni pallone, perde tempo, insomma. La Vigor fa la partita. Ed in un cambio di fronte, raddoppia. La Reggina sino al 40’ del secondo tempo non ha mai tirato in porta. Una vergogna, una delusione, uno scempio, uno schiaffo alla città. Ma forse, come dicono in tanti, l’andamento di una squadra di calcio è lo specchio delle condizioni della città, dicono! Inutile forcing degli amaranto. Inutile tutto.
Occasione persa e a mio avviso Lega Pro persa. Soltanto un miracolo porterebbe la Reggina in prima posizione. A maggior ragione se si gioca in questo modo. Squadra in primis, allenatore e società devono prendere atto della vergogna offerta ai tanti reggini presenti allo stadio. Tutti responsabili di una disfatta annunciata dopo il pareggio interno con il Messina, che oggi ha perso in casa contro l’altra squadra di Lamezia Terme, il Sambiase. Cronaca di una vergogna annunciata. Non mi resta altro che rientrare a casa, cambiarmi, recarmi in aeroporto e ritornare a Genova. Con la delusione in saccoccia. Ad maiora.

