Le parole di Nicola Gratteri hanno scatenato il caos, una bufera. Ed era prevedibile. Le offese e gli insulti a chi voterà sì al Referendum sulla Giustizia, sia per o toni che per i contenuti, del tutto inaspettati nonché assurdi, hanno sollevato persino l’ira di personaggi importanti della politica, anche chi ha considerato da sempre Gratteri come una persona equilibrata e basata. Ad arrabbiarsi per primo il Governatore calabrese Roberto Occhiuto, ma oltre a lui si sono infuriati anche Antonio Tajani e Matteo Salvini, intervenuti sui social.
Il leader di Forza Italia ha detto: “sono una persona perbene, non sono massone, non sono indagato e non sono imputato, non faccio parte di alcun centro di potere. E voterò convintamente SÌ al referendum sulla riforma della giustizia. Le parole del procuratore Nicola Gratteri sono un attacco alla libertà e alla democrazia che offende milioni di italiani”. Ancora più duro il Ministro delle Infrastrutture: “io lo denuncio. E voterò sì”.
