Alla fine va tutto come previsto, almeno su StrettoWeb. Il Centrosinistra farà le primarie per decidere il candidato Sindaco della coalizione, e il Pd ufficialmente sposerà la candidatura di Mimmetto Battaglia, il sindaco facente funzioni scelto dal partito come traghettatore di Palazzo San Giorgio tra Falcomatà e, appunto, l’appuntamento elettorale di 24 e 25 maggio. Il mosaico politico in vista delle elezioni comunali di Reggio Calabria si arricchisce oggi di un tassello fondamentale che sposta l’asse dell’attenzione pubblica verso il campo del Centrosinistra. Dopo settimane di riflessioni, confronti a porte chiuse e qualche fibrillazione interna, la decisione è stata presa al termine di un vertice virtuale che ha visto protagonisti i dirigenti nazionali del Partito Democratico e i vertici locali della città dello Stretto. Il verdetto è inequivocabile: la coalizione si affiderà allo strumento delle primarie per individuare la figura che dovrà raccogliere l’eredità di una stagione amministrativa durata oltre un decennio.
Il summit del Nazareno con i vertici reggini
La riunione online svoltasi oggi ha rappresentato il momento della sintesi tra le diverse anime che compongono il panorama progressista reggino. Il confronto con Roma è stato necessario per blindare un percorso che si preannunciava complesso e che ora trova una sua fisionomia definita. I dirigenti nazionali hanno dato il via libera al percorso partecipativo, riconoscendo la necessità di una legittimazione popolare che possa dare forza al candidato sindaco in una sfida elettorale che si preannuncia molto complicata, a fronte di un Centrodestra che sarà favorito.
La conferma delle anticipazioni di StrettoWeb
Quanto emerso nel corso della serata odierna non giunge del tutto inaspettato per i lettori più attenti. La strada delle primarie e i nomi che oggi finiscono sulla scheda erano stati infatti già ampiamente anticipati sulle nostre pagine sin da tempi non sospetti. Questa continuità informativa conferma come il dibattito fosse già maturo e come i movimenti sottotraccia della politica cittadina stessero portando esattamente verso la configurazione che ora diventa realtà ufficiale sotto gli occhi della cittadinanza.
Mimmetto Battaglia, la scelta più logica
Il primo nome pesante sul tavolo è quello di Mimmetto Battaglia, attuale sindaco facente funzioni uscente. La sua candidatura si pone nel solco della continuità amministrativa, portando in dote l’esperienza maturata nella gestione diretta di Palazzo San Giorgio negli ultimi scorci di legislatura. Battaglia rappresenta l’anima più strutturata del Partito Democratico, quella legata alla macchina burocratica e politica che ha retto le sorti della città negli ultimi anni, infatti avrà anche il sostegno dell’ex Sindaco Falcomatà e di tutta l’Amministrazione, compreso il variegato universo delle liste civiche che Falcomatà aveva messo in piedi per le due precedenti elezioni comunali. La sua discesa in campo per le primarie è il tentativo di dare continuità nel segno delle scelte del partito, che poche settimane fa ha voluto proprio Battaglia in quel ruolo al posto di Brunetti, che sarebbe stato il preferito da Falcomatà e che invece il partito ha retrocesso ad Assessore (e soprattutto, ha fatto fuori dalla partita delle primarie e quindi della futura candidatura).
Il ritorno di Massimo Canale tra AVS e spinta civica
Sul fronte opposto della competizione interna è già in campo da mesi la figura di Massimo Canale, il cui profilo disegna una coalizione più ampia e variegata. Canale correrà alle primarie sostenuto anche da AVS (Alleanza Verdi e Sinistra), e la sua candidatura affonda le radici in un perimetro che va ben oltre i confini del partito. Sempre legato al Pd ma molto più libero e fuori dagli schemi della struttura, Canale guarda a un rinnovamento più marcato e, soprattutto, l’appoggio di quell’area civica con cui è già impegnato da tempo in campagna elettorale. Massimo Canale rappresenterà il candidato di rottura rispetto all’esperienza di Falcomatà, per dare una scossa e aprire una stagione nuova in totale discontinuità rispetto alla macchina politica e amministrativa che ha guidato la città negli ultimi 12 anni. Non è escluso, inoltre, che nei prossimi giorni possano emergere candidature minori, figure di testimonianza che potrebbero ulteriormente colorare il panorama delle primarie.
La fine di un ciclo lungo dodici anni
Le elezioni del 24 e 25 maggio segneranno inevitabilmente lo spartiacque definitivo rispetto all’era di Giuseppe Falcomatà. Dopo dodici anni di gestione, il centrosinistra si trova davanti alla necessità di reinventarsi. La scelta di non indicare un unico erede, ma di lasciare che sia il voto dei gazebo a decidere il post-Falcomatà, dimostra quanto la posta in gioco sia alta. Saranno i cittadini a stabilire se la strada giusta sia quella della continuità istituzionale rappresentata da Battaglia o quella alternativa guidata da Canale, in un confronto che promette di infiammare la campagna elettorale primaverile.
