Dalla Squadra mobile di Reggio Calabria ai romanzi: esce “L’incastro dei cocci” di Francesco Rattà

L’ex dirigente della Squadra Mobile reggina firma un thriller tra ’ndrangheta e traffico internazionale di droga, intrecciando suspense e giustizia nel suo esordio letterario

Una storia di giustizia, suspense e colpi di scena che cattura fino all’ultima pagina. Con “L’incastro dei cocci“, Francesco Rattà, funzionario della polizia di Stato, costruisce un giallo realistico e avvincente in cui intelligenza investigativa e coraggio si confrontano con la criminalità più subdola. Il volume uscirà il 27 febbraio per Albatros Il Filo. Rattà, 58 anni, di Montepaone, un piccolo comune della provincia di Catanzaro, dopo la laurea in giurisprudenza alla Sapienza di Roma entra in Polizia ricoprendo negli anni incarichi di grande prestigio.

In Calabria lavora prima come funzionario e poi come dirigente della Squadra mobile di Catanzaro (2004) e, successivamente, di Reggio Calabria (2012) occupandosi delle principali inchieste contro la ‘ndrangheta. Nel 2021 viene nominato dirigente della Squadra mobile di Roma e poi vicario del questore della Capitale. Attualmente presta servizio a Roma nella Struttura per la Prevenzione antimafia del ministero dell’Interno come direttore dell’Ufficio analisi interforze. Nel tempo libero ama leggere soprattutto romanzi gialli sia italiani che stranieri.

Il romanzo di Rattà inizia con il suicidio di Giulia De Santis, studentessa calabrese di giurisprudenza poco più che ventenne. Poco dopo, Mariangela Colussi, sua coetanea e nipote di un senatore, scompare nel nulla. Ad occuparsi dei casi è Antonio Cicala, sostituto commissario della polizia di Stato a Zancarota, che scopre che i due casi, apparentemente separati, nascondono legami pericolosi e segreti oscuri. Giulia, infatti, aveva conosciuto Alessio Morelli, assistente del senatore Colussi, componente della commissione Antimafia, lo zio di Mariangela.

Pochi mesi dopo, Alessio viene ucciso a Milano a colpi di lupara. Si intreccia agli altri eventi anche la morte per overdose di Jhoanna Espinosa, giovane prostituta colombiana coinvolta nel riciclaggio di capitali legati al narcotraffico. Il sostituto commissario Cicala riceve quindi notizie da un sagace informatore e, senza saperlo, dall’amico sacerdote che non vedeva da trent’anni. Scorrendo le pagine di “L’incastro dei cocci”, si scopre che dietro questo complesso mosaico si nasconde un latitante della ‘ndrangheta, padrone di un vasto traffico di cocaina con il Sudamerica. L’investigatore dovrà ricorrere a tutto il suo ingegno e a tutta la sua determinazione per affrontarlo.