A seguito delle notizie circolate in merito all’episodio avvenuto lo scorso 9 febbraio, che vedeva un autobus dell’ATAM protagonista di una perdita di gasolio e il successivo intervento di un agente di polizia penitenziaria fuori servizio, l’azienda di trasporto pubblico reggina ha inteso fare chiarezza. Le ricostruzioni iniziali, nate sulla scorta di una nota diffusa da una sigla sindacale, parlavano di una potenziale tragedia evitata; una versione che oggi viene puntualmente smentita dai riscontri tecnici e dalle testimonianze dirette dei protagonisti del servizio.
Dall’esito delle verifiche interne, ATAM difende con fermezza l’operato del proprio dipendente: “Dalle verifiche interne effettuate, l’operatore di esercizio ha agito nel pieno rispetto delle procedure aziendali previste per i casi di anomalia tecnica: ha tempestivamente accostato il mezzo in sicurezza, ha attivato la salaradio, ha richiesto l’intervento dell’officina e ha garantito il trasferimento dei passeggeri su altro autobus senza creare disagi o situazioni di rischio. Il conducente, con oltre vent’anni di servizio nel trasporto pubblico locale e una comprovata esperienza maturata anche in altre realtà urbane, ha dimostrato prontezza, lucidità e piena padronanza della situazione“.
L’azienda ha poi aggiunto: “ATAM ringrazia altresì il cittadino che ha segnalato la problematica, poiché la collaborazione tra comunità e operatori del servizio pubblico rappresenta un valore fondamentale. Tuttavia, si ritiene necessario evitare narrazioni che possano involontariamente ledere la professionalità di chi quotidianamente svolge il proprio lavoro con responsabilità e dedizione, nonché offuscare l’immagine di un’ Azienda che nel corso degli anni ha fatto mille sforzi per accrescere credibilità tra i cittadini e standing tra i concorrenti“.
Sulla vicenda è intervenuto direttamente l’Amministratore Delegato, Giuseppe Basile, sottolineando l’importanza del lavoro svolto quotidianamente dai conducenti senza bisogno di clamori: “I nostri operatori di esercizio rappresentano il primo presidio di sicurezza e servizio per la città. L’operatore Arezzi coinvolto nell’episodio del 9 febbraio ha operato con correttezza, tempestività e nel pieno rispetto delle procedure aziendali. ATAM esprime piena fiducia nei suoi confronti e in tutti i conducenti che, ogni giorno, svolgono il proprio lavoro con professionalità spesso silenziosa, ma fondamentale per la comunità. Auspichiamo che venga data la giusta attenzione non solo agli episodi straordinari, ma anche ai gesti quotidiani di responsabilità e impegno che i nostri autisti, senza rivendicare encomi prefettizi o medaglie, garantiscono a servizio dei cittadini, percorrendo 12000 km al giorno“.
Basile ha concluso ribadendo che “ATAM continuerà a garantire la massima attenzione alla sicurezza tecnica dei propri mezzi, dotati di sistemi di monitoraggio e controlli costanti, e ribadisce la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni competenti per ogni ulteriore approfondimento“.
A corredo della nota aziendale, è giunta la testimonianza diretta di Francesco Arezzi, il conducente al volante del mezzo il 9 febbraio, che ha voluto precisare punto per punto quanto accaduto, contestando la narrazione “eroica” apparsa inizialmente sui media a seguito delle segnalazioni sindacali:
“Gentilissima redazione, sono il conducente di autobus Atam oggetto del vostro articolo in merito all’episodio avvenuto il 9 febbraio scorso riguardo la perdita di gasolio con l’intervento di un agente di polizia penitenziaria fuori servizio. A seguito di tale articolo vorrei replicare quanto segue: Innanzitutto nella comunicazione a voi pervenuta e successivamente pubblicata vi sono moltissime inesattezze con dettagli non veritieri, poi vorrei far presente quanto tali affermazioni siano denigratorie nei miei confronti, al lettore di tale notizia viene data l’immagine di un operatore ATAM per nulla professionale tanto da essere sottoposto a “comandi” da un passante e comunque assente nel gestire una fase di emergenza come definita (Nonostante ho sedici anni di esperienza nel mio settore in ben TRE aziende di trasporto pubblico in DUE diverse città)“.
Arezzi prosegue ricostruendo la cronologia dei fatti: “I fatti accaduti giorno 9 Febbraio alle 13:50 (Neanche 13:40) sono i seguenti: Il signor automobilista che successivamente si identificherà come agente di polizia penitenziaria fuori servizio mi suona con il clacson della propria auto per richiamare la mia attenzione e fermatomi per sapere cosa volesse mi faceva presente che il bus aveva una perdita di gasolio, quindi riparte. A questo punto decido di accostare alla fermata dell’autobus (Dov’erano anche presenti altri miei colleghi) e una volta sceso e constatato da vicino che la perdita era consistente (Iniziata una ventina di metri prima) reputo impossibile il proseguimento per non continuare a spargerlo in strada (CERTO CHE NON CI FOSSE NESSUN PERICOLO D’INCENDIO considerando che il gasolio non è facilmente infiammabile e comunque non cascava su parti roventi). Tempestivamente chiamo la salaradio in azienda richiedendo un Immediato Intervento dell’officina, nel frattempo chiedo a un mio collega di passaggio con un altro autobus (In fermata per la discesa di alcuni passeggeri) di attendere per trasferire i miei passeggeri sul suo autobus CHE SARANNO STATI CIRCA OTTO e nessun studente menzionato. Nel frattempo arriva a piedi l’agente che aveva a quanto pare parcheggiato l’auto più avanti“.
In merito all’intervento dei soccorsi, il conducente precisa: “Quindi salgo sul mio autobus e invito i TRANQUILLI passeggeri di scendere e prendere l’autobus fermo dietro poiché non ripartivo a causa del guasto, e così è stato. Intanto l’agente della polizia alterna chiamate a vigili del fuoco, polizia locale e credo a un suo superiore. All’arrivo dei vigili del fuoco nessun Intervento e stato effettuato, tant’è vero che gli stessi mi chiedono come mai li abbia chiamati, facevo presente di non essere stato io, bensì l’agente. Arriva anche un meccanico dell’officina autobus che effettua la riparazione sul posto come giungono anche gli agenti della locale, al loro arrivo l’agente della penitenziaria fuori servizio decide di andare via. Sia la salaradio ATAM sia la Polizia Locale provvedevano a chiamare la ditta specializzata nella pulizia del manto stradale per il ripristino delle condizioni dopo lo sversamento, quindi io dopo la riparazione riporto l’autobus in rimessa“.
Il messaggio si chiude con un auspicio di correttezza informativa: “Ringrazio quindi l’agente fuori servizio per aver avuto senso civico come un qualsiasi buon cittadino avrebbe fatto e fa quotidianamente nell’avvisare di un eventuale pericolo ma reputo che nessuna impresa eroica è stata effettuata, ne tantomeno un articolo di giornale può occultare la mia professionalità nel cospetto dei lettori e del mio datore di lavoro stesso. Saluti, Francesco Arezzi“.

