È da sempre un confronto continuo quello tra l’uomo e la forza del mare, soprattutto quando entrano in gioco fenomeni meteorologici estremi. A conoscerlo bene sono le comunità costiere, come Scilla (Reggio Calabria), uno dei borghi storicamente più esposti alle mareggiate per la conformazione del fondale e la sua posizione strategica alle porte dello Stretto di Messina, nel cuore del basso Tirreno.
Nella serata di ieri una mareggiata particolarmente intensa ha colpito il lungomare, attirando l’attenzione per le immagini — diventate virali — delle onde che hanno invaso la strada, arrivando a coinvolgere anche auto in transito. Oggi, con il mare tornato più calmo, residenti e autorità locali hanno potuto effettuare una prima valutazione dei danni.
La forza delle onde ha spostato numerose panchine, danneggiandone alcune in modo irreparabile, e ha compromesso anche tratti della pavimentazione del lungomare. L’intera area risulta coperta da cumuli di sabbia e detriti, rendendo la strada al momento impraticabile.
Nonostante l’impatto, si tratta di un episodio che — secondo la memoria storica locale — non raggiunge l’intensità delle mareggiate più violente registrate nell’ultimo secolo. Tra le più devastanti vengono ricordate quella del 1980, seguita da quelle del 1999 e del 2007, decisamente superiori rispetto all’evento di ieri, che rientrerebbe invece nella casistica dei fenomeni estremi stagionali tipici di Scilla.
Intanto, come accade dopo ogni mareggiata, gli abitanti sono già al lavoro per ripristinare la zona e riportare tutto alla normalità.
Da segnalare inoltre che nessun danno è stato registrato a Chianalea, il suggestivo quartiere di Scilla con le case affacciate direttamente sul mare. La frazione infatti è orientata a nord-est ed è protetta dalla rocca che domina il borgo: per questo motivo non viene colpita direttamente dalle mareggiate, che interessano quasi esclusivamente la zona della Marina Grande, esposta a ovest.
E proprio sulla Marina Grande, anche questa mattina, non è mancata una scena ormai tipica del territorio: dopo la mareggiata sono tornati i cosiddetti “cercatori” con metal detector alla ricerca di oggetti preziosi smarriti in spiaggia come anelli, collane e bracciali.
Le interviste di Graziano Tomarchio per StrettoWeb:

