“Gli Stati Uniti colpiranno l’Iran con grande forza se i manifestanti verranno uccisi“. Donald Trump non usa mezzi termini nell’annunciare un possibile intervento militare degli USA contro l’Iran nel caso in cui le proteste contro il regime, arrivate oggi al 12° giorno, venissero represse nel sangue. Una minaccia che mette il regime con le spalle al muro: da un lato il crescente malcontento delle persone che corrode il potere dell’Ayatollah, dall’altro lo spettro di un attacco americano (e israeliano) che potrebbe far capitolare definitivamente l’Iran.
Intanto, spunta la possibilità che Donald Trump possa incontrare Reza Pahlavi, il principe ereditario esiliato, figlio dell’ultimo scià, attualmente residente proprio negli USA e che nella giornata odierna ha chiesto ai cittadini di scendere in strada a manifestare attraverso un appello social che ha raggiunto 80 milioni di views.
