“6 gennaio 2020 una terribile mareggiata spazza via un tratto di litorale posto a sud di Punta Pellaro, periferia di Reggio Calabria. Case danneggiate, case spazzate via, sogni e futuro di intere famiglie cancellati in un attimo. Dopo 6 anni meno 3 giorni la stessa mareggiata ha spazzato un altro tratto a nord attiguo a quelle case. Case che si stanno sgretolando piano piano, che strano. Cronaca di una tragedia annunciata”. E’ questa la segnalazione di una cittadino di Reggio Calabria.
“Lo sapevano tutti, lo sapeva la città metropolitana, il comune, la regione ma nessuno è intervenuto per fare nulla in un continuo rimpallo di responsabilità nonostante le numerose segnalazioni. Sicuramente a nessuno interessava nulla di quella fascia costiera ma oggi i fatti ci parlano di un disastro annunciato, di segnalazioni lasciate cadere nel vuoto, di mancata attenzione per il territorio per cittadini che pagano le tasse e di famiglie lasciate sole. Ci vuole coraggio per abbandonare i cittadini, ci vuole strafottenza per andare avanti e voltarsi dall’altra parte“.
La nostra testata giornalistica lo scorso anno ha dato voce a chi cercava soluzioni, “ma – prosegue il cittadino – ha trovato solo l’indifferenza di chi era preposto. Probabilmente non era un progetto degno di un taglio di nastri o forse si voleva dare il merito a qualche nuovo futuro sindaco“.
“I fatti sono altri oggi qualcuno dovrà mettere mano a una somma urgenza per mettere in sicurezza quell’area e risarcire chi avvierà un contenzioso. Soldi dei cittadini di Reggio Calabria che saranno pagati a quelle famiglie, cronaca di una tragedia annunciata fatta di attese speranze e di un riscontro utile per salvaguardare quelle spiagge dove nidificava la tartaruga caretta caretta o il fratino, dove la bellezza del giglio di mare non tornerà più a fiorire ed incantare, dove le famiglie di Pellaro e dintorni non potranno più tornare a fare i bagni”.
“Questa è la cronaca di una tragedia annunciata che vedrà il suo epilogo nelle aule di tribunale dove tutti saranno chiamati a giustificare il loro mancato operato. Nulla ormai può tornare ad essere, tutto ciò che non doveva accadere è accaduto. Un punto di non ritorno drammatico che lascia una ferita profonda che merita una attenta riflessione da parte della società civile”.

