“Porto a questo tavolo la voce di Reggio Calabria e di un territorio che guarda con attenzione cruciale alla realizzazione della linea Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria come motore di sviluppo per tutto il Mezzogiorno. I timori che la nostra area metropolitana potesse rimanere tagliata fuori sono stati fugati: i dati confermano il nostro pieno inserimento nel corridoio scandinavo-mediterraneo e noi vigileremo attentamente sulle evoluzioni progettuali affinché si tenga conto della centralità di Reggio Calabria come punto di arrivo di questa infrastruttura. Tuttavia, il punto centrale non è solo ‘esserci’, ma capire quale tipo di Alta Velocità arriverà fino allo Stretto”. È quanto ha dichiarato Giuseppe Falcomatà, intervenendo a Napoli, nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino, al convegno “Connettere il futuro. L’alta velocità Salerno-Reggio Calabria unisce il Mezzogiorno”, promosso dalla Fondazione Merita e da Ferrovie dello Stato Italiane.
Il già Sindaco di Reggio Calabria, dopo aver alimentato la propaganda (falsa) del territorio calabrese escluso sulle grandi opere, a partire dall’Alta Velocità, si è ora reso conto che non era così, come tra l’altro evidenziato spesso su StrettoWeb. Anzi, più che reso conto, ha fatto dietrofront, ben consapevole già allora che non fosse così, ma continuando a raccontare un’altra narrazione, perché ideologicamente e politicamente “conveniente”. C’erano le certezze dell’UE, c’erano le certezze del Governo, che a differenza di altri crede davvero che il Sud – attraverso le infrastrutture – possa camminare alla stessa velocità del Nord. L’Alta Velocità arriverà fino all’estremo Sud, non sono programmati i tagli da lui previsti (dal nulla), perché l’UE vuole inserire il territorio – che è strategico – all’interno del Corridoio Scandinavo-Mediterraneo.
Falcomatà, tuttavia, non si sbilancia completamente: chiede altre certezze, chiede la programmazione di fondi e cantierabilità. Ma sa, anche in questo caso, che si sta andando avanti per lotti. Nel corso del dibattito, che ha visto la partecipazione tra gli altri dell’Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato Italiane Stefano Donnarumma, dell’ex Ministro per il Mezzogiorno Claudio De Vincenti, del Commissario straordinario per il potenziamento AV Salerno – Reggio Calabria Lucio Menta, del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, in collegamento il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, Falcomatà ha posto l’accento sulla competitività economica dell’infrastruttura: “Studi autorevoli condotti a livello accademico dimostrano che il PIL delle città connesse dall’AV cresce significativamente solo quando si crea una vera conurbazione, ovvero quando i tempi di collegamento scendono sotto le tre ore. Se per raggiungere Roma da Reggio Calabria dovessimo rimanere sopra le quattro ore, faticheremmo a definirla una vera Alta Velocità capace di cambiare il volto economico del territorio. Su questo aspetto è necessario effettuare modifiche di percorso con l’obiettivo di abbassare i tempi di percorrenza”.
Il Porto di Gioia Tauro, le tempistiche e il rapporto col Ponte sullo Stretto
Il Consigliere ha poi toccato il tema strategico della logistica e del Porto di Gioia Tauro: “L’AV non serve solo ai passeggeri, ma deve essere leva di sviluppo per ciò che le sta attorno. Penso al porto di Gioia Tauro e al retroporto: oggi il trasporto merci su ferro deve diventare economicamente conveniente rispetto alla gomma, riducendo l’impatto ambientale e potenziando la catena logistica”.
Guardando alle tempistiche e allo stato attuale della rete, Falcomatà ha evidenziato il gap infrastrutturale esistente: “mentre discutiamo di futuro, dobbiamo ricordare che gran parte dell’area metropolitana reggina non ha ancora binari elettrificati e soffre la presenza del binario unico. E nel frattempo partono i lavori su dei tratti ferroviari che da Battipaglia si muovono verso nord-est e difficilmente possono essere presentati come parte di un’Alta Velocità che punta a Sud, sulla quale al momento non vi sono certezze”.
Infine, un passaggio cruciale sul rapporto tra l’Alta Velocità e il Ponte sullo Stretto e sul nodo risorse: “sarebbe assurdo pensare che l’ultimo lotto, quello che da Gioia Tauro porta a Reggio, debba attendere la concomitanza con i lavori del Ponte. Non si può attendere un progetto così pieno di ostacoli e lacune per programmare l’alta velocità fino a Reggio Calabria. Sulle risorse infine – ha concluso Falcomatà – serve più chiarezza. Non possiamo rischiare che l’Alta Velocità si fermi a Praia a Mare. Ad oggi non ci sono stanziamenti per i tratti calabresi ed è assurdo non poter pensare ad una progettazione unica, che giunga fino a Reggio. È necessario arrivare a una progettazione cantierabile per l’intera tratta, così da poter intercettare i fondi necessari passo dopo passo, ma con una visione unitaria e garantita fino allo Stretto”.
