La “scossa liberale” di Occhiuto e le punzecchiature al centrodestra

Occhiuto: “con ‘In libertà’ vogliamo creare uno spazio di confronto che sia aperto, non una corrente o un partito nel partito"

In una lunga intervista al giornalista Luca Roberto de “Il Foglio”, il Governatore della Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia, Roberto Occhiuto, spiega la sua “scossa liberale”. “Non ho alcuna intenzione di rinchiudere questo sforzo nel recinto delle polemiche interne a Forza Italia. La mia ambizione è quella di stimolare una discussione che renda ancora più forte il centrodestra e porti a votare tanti che non votano più perché non riconoscono un’offerta politica liberale, riformista”, rimarca Occhiuto. Nelle risposte date, in sostanza, il presidente calabrese delinea cosa voglia essere davvero il suo contributo, dopo l’evento “In libertà” tenuto mercoledì scorso a palazzo Grazioli, storica residenza romana di Silvio Berlusconi: non tanto un manifesto liberale quanto “dei pensieri liberali che ne possano innescare degli altri. E che poi possano portare, questo sì, alla costruzione di un manifesto. Vorrei che su questi temi nel centrodestra si stimolasse un grande dibattito”.

I ritardi ideologici della destra

Quando parla di temi Occhiuto pone sfide vere alla destra, punzecchiando sui suoi ritardi ideologici: “mi chiedo se non sia il momento di avere una classe dirigente un po’ più ambiziosa nei partiti del centrodestra e che abbia il coraggio di rinunciare a qualche voto, quello delle corporazioni, per recuperare molti più voti fra quanti invece patiscono le incrostazioni che le corporazioni generano nel mercato”. E punge i partiti della coalizione sui diritti civili: “il liberismo che dovremmo realizzare è il liberismo dei cittadini e non delle corporazioni, delle famiglie e non degli interessi organizzati. Ed è un liberismo che sa cedere su alcune storiche posizioni per semplificare. E che sa che se non si cambia l’Europa, soprattutto nei suoi standard produttivi, non possiamo pensare di essere davvero competitivi. E allora sì che ha senso parlare d’Europa”.

“Meloni bravissima”

“Tutto questo con l’obiettivo per Forza Italia- specifica Occhiuto – di arrivare al 20%. Meloni è bravissima, ha una credibilità e un autorevolezza a livello internazionale che forse non si aspettavano nemmeno dentro Fratelli d’Italia. Ma mi chiedo: può bastare solo lei? Quando c’era Berlusconi dall’altra parte c’erano Prodi, poi Renzi, Enrico Letta, Gentiloni. Ora dall’altra parte abbiamo Elly Schlein e Francesca Albanese. Dobbiamo trovare il coraggio di continuare il lavoro di Berlusconi innovandolo e con l’ambizione che lui ci stimolava ad avere. Se non ora, quando?”.

Metodo nuovo

“Intanto bisogna costruire un metodo nuovo che riguardi le riforme liberali che sono necessarie a questo paese”, spiega il presidente della Calabria. “C’è l’abitudine, soprattutto nel centrodestra, di pensare che le riforme si debbano fare a volte quasi sotto dettatura dei portatori di interessi organizzati. Questi ultimi a volte sono portatori di interessi buoni, di visioni anche di riforme incisive, invece, vanno contro gli interessi dei cittadini e difendono solo nicchie che si sono conquistate un vantaggio competitivo immeritato. Lo dico perché ho vissuto per esempio il conflitto di attribuzione e quindi il decreto che Salvini aveva fatto e che in qualche modo impediva la liberalizzazione del mercato degli Ncc è stato caducato dalla Corte”, puntualizza Occhiuto.

“Ci sono poi altri esempi che secondo me dovrebbero essere bandiere del centrodestra nel nostro paese. Si parla tanto di innovazione, si parla tanto della necessità di rendere il sistema produttivo più reattivo rispetto ai cambiamenti. Ci si lamenta della circostanza che la maggior parte delle startup nasca o si trasferisca dopo essere nata in America. Ma perché succede questo? Perché in America hai un ecosistema più favorevole allo sviluppo delle startup in termini di tassazione, in termini di sapere, Ma succede questo soprattutto perché se fai una startup hai un’altissima possibilità di fallire. E’ implicito nella definizione di startup. Se fallisci in America hai una seconda chance. Se fallisci in Europa o in Italia sei sulla blacklist del sistema bancario per tutta la vita. Ecco, su questo credo che sia urgente intervenire sulla legislazione fallimentare”, prosegue Occhiuto.

“Stupito dall’interesse”

“Sono rimasto stupito dall’interesse che nemmeno io immaginavo si potesse sviluppare attorno a un’iniziativa che doveva essere solo un nostro studio spontaneo. Proprio questo interesse mi ha dimostrato che evidentemente c’è una domanda politica che si poggia sul pensiero liberale, sulla necessità di fare riforme che non trovano una corrispondenza nell’offerta politica”, rimarca Occhiuto.

Educazione finanziaria

Quando lo si porta a ragionare sulla ripresa dell’educazione finanziaria, il presidente della Calabria non si limita a enunciazioni di principio ma ricorda un episodio: “se non si interviene sul piano dell’educazione finanziaria, noi non potremo mai avere un paese competitivo. Dico questo anche rispetto a quanto è accaduto quando a un certo punto il Pnrr ha posto risorse importanti su questi temi. E ricordo anche una cosa: quando Giorgia Meloni ha presentato il suo piano sul merito e ha detto che bisognava investire su strumenti innovativi per testare le competenze scolastiche, molti le hanno detto che si trattava di una cosa secondaria. Io penso invece che avesse perfettamente ragione”.

Il rapporto con Marina Berlusconi

“La mia iniziativa è assolutamente indipendente da Marina Berlusconi, che conosco e che apprezzo moltissimo, ma quando ho deciso di organizzare ‘In libertà’, gliel’ho solo raccontata, ma la responsabilità di questa iniziativa è esclusivamente mia. Molti l’hanno letta come un’iniziativa in qualche modo indotta dalla famiglia Berlusconi, non è così”, evidenzia Occhiuto. Per capire quanto l’agenda Occhiuto si avvicini a quella delineata da Marina, basta raccontare quali idee, in campo economico, ha in mente il vicesegretario di Forza Italia. Partiamo dal conflitto alle corporazioni, dai tassi tassisti ai balneari, all’irrigidimento autonomista contro ogni apertura al Sud che si sta sviluppando dentro alcuni partiti del centrodestra. “Mi chiedo se non sia il momento di avere una classe dirigente un po’ più ambiziosa nei partiti del centrodestra e che abbia il coraggio di rinunciare a qualche voto, quello delle corporazioni, per recuperare molti più voti fra quanti invece patiscono le incrostazioni che le corporazioni generano nel mercato”, dice Occhiuto.

“Velocizzazione del sistema delle autorizzazioni”

“Per l’esperienza che ho fatto io governando una regione complicata come la Calabria, tutto quello che riguarda la velocizzazione del sistema delle autorizzazioni e la semplificazione a volte ha un valore superiore all’incentivo economico”, argomenta Occhiuto. “Per un decisore degli investimenti di un’azienda potersi presentare davanti al board della propria impresa per dire che entro tre mesi quell’investimento che propone sarà certamente avviato è molto più importante persino dell’incentivo economico. Per questo serve una poderosa azione di semplificazione, di velocizzazione. Si era provato a farlo con la Zes, soprattutto al Sud, stava dando qualche risultato. Ma dico anche che questo aggiornamento della Zes, che è anche zona logistica speciale, non rappresenta un attrattore. Io credo che questo sia il tema principale per le imprese, quello di avere un sistema che semplifichi la vita, che rende più semplice tutti i processi di autorizzazione. Poi un altro tema sono le barriere allo sviluppo per molte imprese in Italia, penso per esempio a tutte le questioni che riguardano il costo dell’energia. C’è bisogno da un lato di lavorare sulle reti e sugli accumulatori, perché altrimenti tutto l’investimento che stiamo facendo sulle rinnovabili a volte non produce risultati attesi perché se non accumuli l’energia e se non la metti in rete sia quando serve sia quando non serve, molta energia la sprechi. Invece la possibilità di poter accumulare energia, poter dare alle imprese a un costo inferiore potrebbe rappresentare un motivo di sviluppo. Anche sul nucleare poi bisogna avere il coraggio di andare avanti con grande determinazione. E poi cercare di avere un approccio non ideologico anche sul dossier dell’energia, nel senso che mentre si investe sulle rinnovabili, siccome ne abbiamo ancora bisogno di fossili, dobbiamo anche ragionare su come farlo al meglio. Altro tema riguarda la necessità di trovare strumenti che consentano alle banche di avere un ruolo più forte nel supportare la crescita, perché non possiamo sempre pensare che tutto debba essere fatto attraverso lo Stato. Bisogna sempre però a ritenere le banche un’infrastruttura economica che serve a finanziare le imprese, le famiglie, senza le quali l’economia non funzionerebbe. Ma mettere in sofferenza le banche significa generare sofferenze nel sistema economico o aumentare i costi sui cittadini e le imprese. Ed anche questo è un tema che andrebbe affrontato con un approccio più responsabile e più competente, fuori dai luoghi comuni che possano far prendere qualche applauso in qualche manifestazione elettorale”, spiega Occhiuto.

Scenario intenazionale

Quando si delinea lo scenario internazionale, i riferimenti di Occhiuto sono particolarmente in linea con la storia di Forza Italia e del Ppe. A partire dal rifiuto di accumularsi alla destra trumpiana. “Intanto non mettere sullo stesso piano Trump e l’America, nel senso che gli Stati Uniti sono e rimarranno il pilastro principale dell’Occidente insieme all’Europa. Trump mi è molto distante, ma credo sia ininfluente il fatto che al suo secondo tentativo ha fatto ottenere all’America, almeno sui reati di politica estera, risultati che Biden non ha invece avuto. Poi Trump insegue soprattutto gli interessi politici interni, ed è proprio per questo che in politica estera, secondo me, il modo ideale pericoloso. Penso che in una democrazia debba avere la capacità di strutturare una sua fisionomia che non può essere coincidente con quella di Trump”, prosegue Occhiuto.

Ucraina

Anche sul sostegno all’Ucraina, dopo i risultati dell’ultimo Consiglio europeo, la posizione del vicesegretario di Forza Italia è chiara: “per fortuna c’è una grande chiarezza di azione da parte di Giorgia Meloni su questo tema. Mi pare abbia chiarissimo come bisogna procedere. L’Europa ha davanti a sé una sfida che è decisiva. Se non riesci a trovare la forza per difendere l’Ucraina, l’Europa un istante dopo sarà molto più debole, più vulnerabile. Per quanto mi riguarda io ho salutato positivamente il fatto che non si sia intervenuti sugli asset russi perché comunque è meglio finanziarie questa attività facendo debito pubblico, piuttosto che rischiare di introdurre misure che non avrebbero un impatto diretto ma che si ritorcerebbero in un boomerang per l’economia italiana”.

Cittadinanza

Sulla cittadinanza, Occhiuto, che è stato protagonista negli anni passati anche di proposte analoghe di stipulare degli accordi con la Tunisia per creare degli avamposti per la presentazione delle pratiche di richiesta d’ingresso in Italia, porta l’esempio del nuovo sindaco eletto di New York, Zohra Mamdani. “Io ho parlato della necessità di costruire un modello di cittadinanza responsabile, figurando distante culturalmente dal modello francese. E penso che in Italia ci sia bisogno di una nuova legge che affronti il tema anche nella sua declinazione culturale. Bisogna saper parlare di identità, ma anche di cittadinanza”, puntualizza Occhiuto.

“Centrodestra a passo con i tempi”

“Io credo che si debba lavorare a un centrodestra che venga percepito come più al passo con i tempi, più smart, più moderno. Significa anche non avere il timore di discutere di diritti civili, soprattutto perché ci sono tanti ragazzi di 20-21 anni che non vorrebbero votare a sinistra, ma che forse ora hanno nel loro immaginario una visione di un centrodestra troppo conservatore”, spiega Occhiuto. “Ragionare con meno pregiudizio sui diritti civili significa costruire un profilo che possiamo conquistare anche attraverso Forza Italia voti di giovani e anche di gente che non ha mai votato per il centrodestra. Anche questo credo sia un obiettivo importante che può essere fatto nel segno di Silvio Berlusconi, perché Berlusconi sui temi dei diritti civili, anche quando io ero parlamentare, ci lasciava sempre libertà di coscienza. E credo sia stato sempre un dirigente politico molto all’avanguardia su questi temi”, rimarca Occhiuto.

Matrimoni gay e fine vita

“Matrimoni gay e di una legge sul fine vita? “Intanto non c’è un tema legato all’approvazione. Da noi c’è l’idea che la legislazione debba essere così neutra da non dare norme tutorie, auto che venga riconosciuto il diritto a definire la propria fine. Questo è un tema su cui bisognerà riflettere. Rispetto alle coppie omosessuali, io non ho alcun pregiudizio. Ho tanti amici che si amano e che vivono delle esistenze individuali, per cui credo sia legittimo aprire un dibattito. Anche in questo caso non ho alcuna preclusione, sempre tenendo a mente le diverse implicazioni di natura etica che vanno considerate”, spiega Occhiuto.

Sud

Il presidente della Calabria ha spesso rivendicato il ruolo delle regioni del Mezzogiorno nella strategia nazionale: “lo dico in modo brutale: se non ripopoli le aree interne e i borghi, il paese non regge. Se non fai politiche che tengano insieme natalità e immigrazione, i conti non tornano. Io credo che l’Italia debba avere un modello di immigrazione scelta. Non si può continuare a gestire l’immigrazione solo come emergenza. Bisogna scegliere, governare, formare. E bisogna farlo soprattutto nelle aree dove la popolazione è più anziana e dove manca la manodopera. Non possiamo pensare che l’Italia resti in piedi senza giovani. E allora dobbiamo metterci nelle condizioni di attrarli, anche da fuori. Come? Semplice: offrendo opportunità, formazione, legalità. E una narrazione positiva del Sud. Il Sud può essere il laboratorio di una nuova politica di inclusione. Ma servono scelte coraggiose”.

“La vera autonomia differenziata – dice Occhiuto – è quella che responsabilizza i territori, ma anche quella che mette tutti nella condizione di partire dalle stesse basi. Oggi non è così. Servono investimenti mirati, un riequilibrio infrastrutturale, e un’amministrazione che funzioni. Io in Calabria ci sto provando, e qualcosa si muove. Ma serve una visione nazionale”.

“Con ‘In libertà’ vogliamo creare uno spazio di confronto che sia aperto”

“Con ‘In libertà’ vogliamo creare uno spazio di confronto che sia aperto, non una corrente o un partito nel partito. L’idea è quella di raccogliere le energie migliori, anche esterne alla politica, che vogliono dare un contributo. Non è un’operazione contro qualcuno. È un modo per rilanciare il pensiero liberale e riformista dentro Forza Italia e nel centrodestra. E se qualcuno si sente sfidato, meglio così. La competizione delle idee fa bene”, conclude Occhiuto.