“Nessuno aveva intenzione di organizzare questo convegno per fare una corrente, sono cose polverose che appartengono al passato. Solo il Pd, tra i partiti più masochisti della storia italiana, ha le correnti. Vogliamo dare una scossa liberale al centrodestra per rafforzare la sua ala liberale“. Così il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, intervenendo al convegno “In libertà, pensieri liberali per l’Italia” organizzato per oggi a Roma nell’iconica location di Palazzo Grazioli. Coadiuvato da tre grandi giornalisti liberali come Nicola Porro, Roberto Arditti e Andrea Ruggieri, Occhiuto ha spiegato il senso dell’evento smontando bufale e fake news della sinistra.
“Noi abbiamo la fortuna di avere un Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che sta stupendo tutti, anche quelli che come me la conoscevano e la apprezzavano. Oggi è diventato il leader più autorevole d’Europa, uno dei leader più autorevoli del mondo. Il punto però è ‘basta la Meloni al centrodestra? Non c’è forse la necessità per chi compone il centrodestra insieme alla Meloni di aggiungere qualcosa al suo lavoro? Io credo – spiega – che ci sia soprattutto la necessità di aggiungere un lavoro liberale all’interno del centrodestra. C’è qualcosa che soprattutto Forza Italia può fare: nel centro destra è necessario aggiungere una componente liberale ed è suggestivo farlo partendo da Palazzo Grazioli“. “Credo – ha concluso – che ci sia uno spazio enorme per un partito che vuole sviluppare questa tradizione, quella liberale, ed aggiornarla. Io mi sento e mi vedo spesso con Marina Berlusconi che non c’entra nulla con questa iniziativa: questa iniziativa l’ho voluta io, gliel’ho raccontata ma la responsabilità è esclusivamente mia“.
“L’evento di oggi traccia una direzione ulteriore per il centro-destra, dimostra come ci sia uno spazio enorme anche fra quelli che nel centro-destra non hanno mai votato in passato e proprio su alcuni temi come quelli che riguardano la cultura liberale e la riforma della giustizia” ha aggiunto Occhiuto chiudendo l’evento. “Questa non è un’iniziativa contro qualcuno ma per rendere più forte e più competitivo il centro destra“. Occhiuto ha ringraziato in particolare i parlamentari azzurri (in prima fila il reggino Francesco Cannizzaro, seduto al fianco di Claudio Lotito; accanto ai relatori presente anche la messinese Matilde Siracusano) “che hanno avuto il coraggio di partecipare” dopo, ha chiarito, che l’iniziativa è stata erroneamente presentata come fondativa di una corrente. “Nessuno – ha insistito – aveva intenzione di svolgere questo evento per fondare correnti. Solo il Pd ha questa tendenza masochista. Volevamo solo dare una scossa liberale per rafforzare quest’anima nel centrodestra“. Il presidente della Calabria ha quindi spiegato come l’evento di oggi, a Palazzo Grazioli sia stato organizzato “per riflettere, pensare e lanciare idee. Volevamo dare nuovi impulsi e creare qualcosa di suggestivo che – ha concluso – aggiungesse qualcosa allo straordinario impegno di Giorgia Meloni“.
Le battaglie liberali di Occhiuto: la cittadinanza e il Ponte sullo Stretto
“Sullo Ius scholae occorre mettere mano a una più organica riforma della cittadinanza. Pensare a un modello di inclusione, che consenta al nostro Paese di contrastare l’inverno demografico rendendo più semplice l’accesso alla cittadinanza, credo sia una cosa assolutamente necessaria” ha detto Occhiuto, al termine del convegno “In libertà, pensieri liberali per l’Italia”. A una domanda riguardate il ponte sullo Stretto di Messina ha risposto: “E’ un’altra opera che un Paese ambizioso deve avere la capacità di realizzare, anche combattendo contro chi non vorrebbe che si realizzasse. Non mi riferisco alla Corte dei Conti, che rispetto, ma a quanti vorrebbero un Paese incapace di fare opere pubbliche straordinarie che sono, a loro volta, attrattori di altre opere pubbliche“.
L’intervento di Occhiuto sulla riforma della giustizia
In vista del referendum sulla separazione delle carriere, “fa bene Meloni a non voler politicizzare il dibattito sul referendum – ha proseguito -. Ma un partito come il nostro deve intestarsi la riforma della giustizia, recuperando quel tratto del suo Dna garantista che può renderlo attrattivo anche per chi, in passato ha votato dall’altra parte“. “Se questo lavoro il centrodestra non lo fa oggi, che dall’altra parte ha l’ala Schlein e l’Albanese, quando lo deve fare? Oggi è il tempo di alzare l’asticella“, ha detto.
“La riforma della giustizia è stata una bandiera di Silvio Berlusconi – ha spiegato ancora Occhiuto – e sono orgoglioso di far parte di una coalizione che la riforma l’ha fatta, ma c’è tanto da fare ancora, come la più ambiziosa riforma liberale che ha avuto in Berlusconi il suo padre politico e che noi, oggi, possiamo fare“.
Le parole di Occhiuto sul futuro con lo sguardo al congresso del 2027
“Una mia candidatura al congresso del 2027? Non è all’ordine del giorno” ha detto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, al termine del convegno “In libertà, pensieri liberali per l’Italia”. “Tajani ha svolto una funzione straordinaria, tutti gli siamo riconoscenti, ha permesso a Forza Italia di sopravvivere quando nessuno ci avrebbe scommesso. Tajani, come me e altri, si è dato come obiettivo di portare Forza Italia al 20%. Io vorrei usare la mia esperienza e il mio coraggio per aiutare Tajani e Forza Italia a intestarsi questa battaglia“, ha sottolineato. “I volti nuovi? Non devono per forza essere della politica. Il mio auspicio è che il partito possa aprirsi a imprenditori, giornalisti, persone che magari non hanno lavorato nei luoghi della politica ma che possono dire e fare molto in politica“, ha aggiunto Occhiuto.
Tajani: “io sempre vicino a Occhiuto, ben venga la sua iniziativa. Nel nostro partito la libertà è assoluta”
“Io non ho frizioni con nessuno, Occhiuto è vicesegretario del partito. Io ho ottimi rapporti con tutti” ha detto il ministro degli Esteri e segretario FI, Antonio Tajani, a margine della Conferenza nazionale dell’Export e dell’internazionalizzazione delle imprese a Milano. “Ho organizzato come ministro un G7 in Calabria. Abbiamo organizzato come partito una tre giorni importante in Calabria quest’estate – ha ricordato ancora Tajani – quindi ognuno è libero di parlare, di dire quello che vuole, insomma io sono per la libertà di pensiero, sono per la democrazia. Il rinnovamento di Forza Italia è iniziato da quando io sono diventato segretario perché decidere di permettere ai nostri iscritti di scegliere la classe dirigente significa aprire il partito a chi vuole partecipare. Adesso, subito dopo il referendum, a fine marzo partiranno i congressi regionali quindi gli iscritti eleggeranno la loro guida regionale, ma già da tempo ho detto che all’inizio del 2027 ci sarà il congresso nazionale per eleggere il segretario di Forza Italia che condurrà Forza Italia alle elezioni“. “Io, l’ho detto, mi ricandiderò. Se ci sono altri dirigenti che vogliono candidarsi ben vengano – ha sottolineato ancora Tajani – il dibattito politico anche all’interno è sempre un fatto positivo, non sono certamente io uno che pensa di chiudere il dibattito e chiudere le porte. Quindi più aperti di così non si può“. Quanto ai figli di Silvio Berlusconi, “li sento tutto i giorni“, ha detto ancora.

