Telecontact, Campanella (PRC): “lavoratori nell’incertezza totale dopo la cessione da TIM a DNA”

Il responsabile Lavoro di Rifondazione Comunista Calabria sostiene lo sciopero del 17 novembre e chiede garanzie occupazionali, trasparenza e un piano industriale chiaro

“Il mondo del lavoro non gode di buona salute. Decenni trascorsi a colpire con picconate i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e a dare campo libero a un liberismo sfrenato, in cui chi detiene il potere decide cosa e come produrre, chi può o non può lavorare, senza uno straccio di politica industriale. Su questa falsa riga si muovono ristrutturazioni e cessioni aziendali. Nel mezzo, l’anello più debole: le lavoratrici e i lavoratori”. Lo afferma in una nota Antonio Campanella, Responsabile Lavoro PRC Calabria.

“Rientra in questa casistica la vertenza Telecontact. In Calabria, sono circa 500 le persone che vivono oggi nell’incertezza più totale riguardo al proprio futuro, dopo la cessione del ramo d’azienda da parte di TIM a DNA. Facciamo nostre le preoccupazioni delle lavoratrici, dei lavoratori e dei sindacati, e sosteniamo lo sciopero del 17 novembre. C’è bisogno di chiarezza e trasparenza e, soprattutto, di un piano che rispetti le garanzie occupazionali e contrattuali”.

Telecontact, Tridico: “vertenza grottesca, appoggeremo lo sciopero proclamato per il 17 novembre”

La vertenza Telecontact sta assumendo sempre più connotati grotteschi. Anche l’ultimo confronto tra i sindacati e Tim per tentare di scongiurare il trasferimento di 1591 dipendenti – 432 dei quali a Catanzaro e 302 a Napoli – ad una nuova società, non è andato a buon fine. Il progetto di espulsione dal perimetro aziendale dei dipendenti confluiti in una società di nuova costituzione, in cui Tim avrà solo quote di minoranza, non offre ai lavoratori alcuna garanzia. L’operazione, secondo le sigle confederali, non ha alcun senso e dietro questa mossa di maquillage industriale, quando si concluderanno i periodi di garanzia previsti dalla legge, aleggiano nuovi tagli al personale. La preoccupazione di tutti è che la Dna, la newco che assorbirà i 1591 lavoratori e controllata da Gruppo Distribuzione – un colosso del customer care da oltre 3000 dipendenti nel nostro Paese e nell’Europa dell’Est – rappresenti uno strumento per gestire tagli ed esuberi. Da qui la contrarietà ad manovra che non offre alcuna prospettiva industriale. Manifestiamo solidarietà e vicinanza ai lavoratori ed appoggeremo lo sciopero proclamato per il 17 novembre e l’astensione di due ore dal lavoro a fine turno del giorno precedente“. Lo afferma in una nota Tridico.