Continuare a prendersela con Ballarino persino adesso, è totalmente inutile. Sarebbe come sparare sulla croce rossa. Ci sono voluti due anni abbondanti affinché tutti, anche i più allocchi tra gli allocchi, comprendessero ciò che era semplice, banale, sin dal primo giorno. Ciò che StrettoWeb scriveva mentre si consumava il più grande scandalo politico e sportivo della storia della città, in quelle settimane a cavallo tra fine agosto e inizio settembre 2023. Oggi la realtà è questa, bisogna farci i conti e guardarla in faccia. La città, i tifosi, gli ultras, tutti insieme chiedono a Ballarino di andare via, di farsi da parte. E auspicano che la Reggina torni ai reggini. Peccato che quando c’è stata l’occasione, due anni fa appunto, hanno preferito Ballarino ai reggini, hanno scelto Ballarino, hanno sostenuto Ballarino. Ma questo è il passato e non ha senso adesso tornare indietro.
Il punto reale della situazione è e rimane sempre uno: il bene della Reggina. Ed è buono per la Reggina se la società torna ai reggini? Forse sì, forse no: dipende da quali reggini. Non c’è un automatismo. Se torna a qualche reggino bravo, ricco, molto bravo, molto ricco, sicuramente è una cosa buona. Ma se torna a qualche reggino incapace, povero, molto incapace, molto povero, allora non sarà una cosa buona. Rischiamo di finire dalla padella alla brace, rischiamo di avere altri Ballarini reggini. E cosa cambia? Assolutamente nulla. Tanto vale che resti Ballarino.
Ecco perchè adesso Ballarino deve resistere a chi prova ad ordire trame alle sue spalle. Al maestro di scuola elementare di Catania lo avevamo scritto in tempi non sospetti, con una lettera pubblica a settembre 2023, che prima o poi questo momento sarebbe arrivato, che prima o poi tutti se la sarebbero presa con lui. La rilegga oggi, caro Ballarino: le verranno i brividi. E’ andato tutto esattamente così. Adesso Ballarino ha un’ultima occasione: se vuole uscire di scena a testa alta, deve semplicemente trovare qualcuno migliore di lui, di gran lunga migliore di lui, a cui cedere la società. Se invece la lascerà in mani di chi è come lui, o addirittura peggio di lui, di chi in questi anni è stato sotto di lui, o di chi ha meno soldi e meno idee di lui, allora avrà continuato a fare il male della Reggina. Possiamo ancora ricordarlo bene, Ballarino, a Reggio Calabria, solo se si defilerà nel modo più dignitoso possibile: dando alla Reggina un futuro migliore. Trovando una nuova proprietà facoltosa e competente che possa invertire il trend degli ultimi anni, che possa riportare la Reggina in alto.
Per intenderci, parliamo di una proprietà che abbia la capacità di gestire un club in serie A, e che quindi riesca subito a vincere la serie D investendo un paio di milioni di euro in pochi mesi, e poi sin dal primo anno in serie C, ambisca a vincere la serie C che si può fare solo investendo 10-15 milioni di euro in un anno. Serve un miliardario, possibilmente un multi miliardario, servono fondi di capitale, e serve tanta conoscenza e competenza nel mondo del calcio. Non siamo più negli anni ’70 o ’80 del secolo scorso, non siamo più nell’epoca dei presidenti-tifosi. La proprietà del Napoli campione d’Italia non è napoletana. Le proprietà di Milan e Inter non sono milanesi. Le proprietà della Roma non è romana, quella del Bologna non è bolognese, quella del Como non è comasca, e quella della Fiorentina non è di Firenze. Neanche la proprietà del Palermo è palermitana, e se escludiamo il Napoli, nessuna di queste proprietà è neanche italiana. Insomma, nel calcio di oggi è finito il tempo della “Reggina ai reggini“, persino il Messina in serie D con 14 punti di penalizzazione è stato appena rilevato da un gruppo estero.
Saremmo tutti molto più tranquilli, ovviamente, se ci fosse un multimiliardario reggino, o originario di Reggio, tifoso e innamorato della maglia amaranto, a guidare la Reggina. Ma anche in questo caso, l’occasione l’abbiamo avuta con Nick Scali e l’abbiamo perduta. Il problema della nuova proprietà non è che sia reggina o meno. Deve essere ricca, ultra ricca, e forte, ultra forte, autorevole, ultra autorevole, e competente, ultra competente. Ballarino deve trovare qualcuno così, e allora lo ringrazieremo nonostante tutto. Perché dopo il disastro, avrà omunque messo le basi per un futuro migliore. Altro che “cascitte“…
Guardi, Ballarino, per lei non deve essere neanche così tanto difficile. Se arriva qualcuno che le contratta al centesimo sul prezzo, che si fa problemi a darle 600 o 700 mila euro per rilevare la società, se le propone di firmare un contratto con un pagamento dilazionato a rate nel corso degli anni, significa che non potrà fare nulla di buono per la Reggina. Significa che a quel punto, è meglio che continui a tenerla lei. Ceda la Reggina soltanto a chi le darà una cifra congrua al valore della società, con bonifico istantaneo e senza troppi problemi: solo quel profilo sarà in grado poi di investire i soldi necessari per risollevare la Reggina dall’inferno in cui si trova. Lasci la Reggina a chi è di gran lunga migliore di lei. E troveremo un modo per ricordarla comunque bene, per un gesto di valore dopo due anni di disastri. Non lasci la Reggina a chi è peggio di lei. Sarebbe il più grande schiaffo che la città non le perdonerebbe mai.
