La legge proposta “incarna il brutto volto fascista dell’occupazione sionista canaglia e rappresenta una palese violazione del diritto internazionale“. Con queste parole Hamas ha commentato l’approvazione in prima lettura, da parte del parlamento israeliano, della proposta di legge per la pena di morte per i terroristi: una misura che potrebbe essere applicata ai palestinesi condannati per attacchi mortali contro gli israeliani. Il ministero degli Esteri palestinese con sede a Ramallah l’ha definita una “nuova forma di crescente estremismo e criminalità israeliana contro il popolo palestinese“.
L’emendamento al codice penale, richiesto dal ministro della Sicurezza nazionale di estrema destra Itamar Ben Gvir e approvato dal Comitato per la sicurezza nazionale, è stato approvato con 39 voti favorevoli e 16 contrari. Deve superare una seconda e una terza lettura prima di diventare legge.
La posizione di Hamas è piuttosto ipocrita: la stessa organizzazione terroristica, dopo aver accettato le condizioni di pace del piano Trump, ha rastrellato i quartieri di Gaza in cerca di collaborazionisti con Israele, fra gli stessi gazawi, per giustiziarli davanti a tutti, senza alcun processo, senza alcuna prova tangibile (e anche se fosse, sarebbero prove di atti eroici contro il terrorismo). Fucilazioni sulle quali è calato il silenzio della sinistra, dei ProPal, di Francesca Albanese, Enzo Iacchetti e compagni.

