“Ritengo questa una battaglia di giustizia per la libertà di espressione e di stampa. Stiamo parlando di due bugiardi seriali che pensano di essere impuniti, lo sono stati per 30 anni, nessuno si è permesso di dirgli nulla, a parte qualche denuncia. Il servizio di Sara Mancini ha avuto una visibilità enorme e anche io vedendolo ho fatto fatica ad ascoltare tutto quello che di cattivo hanno detto nei miei confronti, nei confronti della chiesa, nei confronti dei gay, della fede“. Massimo Ripepi torna a parlare del caso di Radio Antenna Febea che tra bestemmie in diretta e insulti omofobi è diventata un caso nazionale (di cattivo gusto).
“Questi due giornalisti imbrogliano. Lo hanno fatto con gli audio. Vi ricordate quando Giovanni Baccellieri ha chiuso il telefono in faccia a quel ragazzo, non so se fosse omosessuale o comunque stava difendendo gli omosessuali da quello che Giovanni Baccellieri aveva detto prima, dopo avergli detto ‘non ho detto gay, non ho detto gay di merda’, chiude il telefono dicendo gay a questo ragazzo. Più dice menzogne, più la gente si convince“, continua Ripepi.
“Loro hanno colpito professionisti, dirigenti sportivi, giornalisti. A me hanno toccato la fede e la mia comunità, in maniera indegna. Il servizio di Sara Mancini su StrettoWeb lo hanno ascoltato migliaia di persone, grazie a Dio. C’è stata l’indignazione di tutti, tanta gente mi ha telefonato, pur non conoscendomi, dicendomi di proseguire questa battaglia. Stanno cercando di dire che il centrodestra vuole bloccare la loro trasmissione, si sono paragonati a Sigfrido Ranucci. Io non voglio far chiudere la trasmissione“, aggiunge Ripepi.
“Hanno detto che la loro radio è una radio cattolica. Abbiamo scritto a tutta la Chiesa Cattolica, per giudicare loro se questa radio può rimanere cattolica. – continua il politico reggino – Ci sono denunce in corso: giorno 11 c’è la mediazione, vediamo se si presentano. Io ho chiesto 100.000 euro, la chiesa 50.000 euro. Loro stanno cercando di dire che Massimo Ripepi e il centrodestra stanno cercando di far chiudere la loro trasmissione perchè dicono la verità“.
Ripepi mostra poi la lettera dell’USSI in cui viene chiesto di prendere una posizione in merito alla vicenda all’Ordine dei Giornalisti: “il presidente Andrea Musumeci, associazione Unione Stampa Sportiva Italiana, gruppo Calabria Lillo Scopelliti, non Massimo Ripepi, scrive al presidente dell’ordine per prendere provvedimenti dopo le numerose richieste dei giornalisti, dei vostri colleghi. I vostri colleghi vogliono chiudere una trasmissione giornalistica?“.
Nella lettera si legge: “‘caro presidente, in considerazione delle numerose richieste dei colleghi iscritti all’USSI (…) linguaggio blasfemo, offese personali nei confronti dei colleghi’. Ritengo opportuno e necessario un intervento dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria. Onde evitare che la nostra categoria venga accusata di inerzia e poca incisività. Informo inoltre che nei confronti di Radio Antenna Febea sono state avviate numerose azioni legali’. Vi dovete inventare un’altra supercazzola. I giornalisti protestano, i tuoi colleghi, non il centrodestra“.

