Rashi, il grande commentatore ebraico, aveva origini calabresi

La rivelazione dell’Ambasciata di Israele in Italia durante un convegno alla Stampa Estera di Roma: il “padre” dei commentatori talmudici potrebbe discendere da una famiglia della Calabria

Convegno Calabria Ebraica: da sinistra Gisele Levy (Responsabile degli eventi online per la Federazione delle Associazioni Italia Israele); Ophir Eden (Capo degli Affari Pubblici all'Ambasciata di Israele in Italia)

“Rashi, alias Rabbi Shlomo Yitzhaqi, uno dei più famosi commentatori medievali ebraici del Pentateuco vissuto tra il 1040 e il 1105 e considerato il “padre” di tutti i commentatori talmudici che seguirono, primo autore ebreo a essere stampato in ebraico e ancora oggi l’autore francese più pubblicato al mondo (come affermato dal rabbino capo di Francia Haïm Korsia in un documentario andato in onda sul canale France 2), era probabilmente di origini calabresi”. E’ quanto inviato alla stampa da Klaus Davi.

“La rivelazione è stata fatta ieri presso la sede della Stampa Estera di Roma a Palazzo Grazioli da Ophir Eden, Capo degli Affari Pubblici all’Ambasciata di Israele in Italia, nel corso del convegno “La Calabria ebraica famosa nel mondo: dal Commentario al Pentateuco di Rashi alla selezione dei cedri kasher” (video al link https://youtu.be/EqGTgNVHu-Y): «La presenza ebraica in Italia, in particolare in Calabria, è tra le più antiche del mondo. Alcuni studiosi – afferma Ophir Eden – suppongono che addirittura la famiglia di Rashi provenga dalla Calabria». In occasione dell’incontro si sono analizzate le potenzialità internazionali dei tesori ebraici presenti in Italia Meridionale e in particolare in Calabria: secondo una ricerca curata dall’agenzia di Klaus Davi, Rashi e il patrimonio ebraico calabrese, come la sinagoga di Bova Marina, potrebbero fungere da traino per la Calabria per raggiungere un bacino attrattivo potenziale di 20 milioni di persone. Oltre all’Italia, infatti, grazie alla notorietà di Rashi, potrebbe arrivare in Israele, Francia, Germania e Inghilterra, e non vanno dimenticati Canada, Argentina e Russia, Paesi da cui provengono alcuni Rabbini che vanno a Santa Maria del Cedro”.

“La stessa rappresentante dell’Ambasciata di Israele, Ophir Eden, ha posto l’accento sul patrimonio calabrese durante il suo intervento: “L’antichissima sinagoga di Bova Marina è una delle testimonianze più importanti della vita ebraica in Europa. Fino a oggi il frutto del cedro, che viene utilizzato per la festa di Sukkot, viene coltivato in questa Regione e fa da ponte tra la vita ebraica in Israele e nel mondo, portando gente in Calabria ogni anno”. Rashi non è il solo pensatore con radici calabresi. Anche Hayim Vital, rilevante rabbino, mistico, scrittore e kabbalista ottomano, attivo tra il Cinquecento e il Seicento nelle città di Safed e Damasco, nell’allora Palestina e Siria ottomana, era legato alla regione dello Stretto per via dei genitori che provenivano proprio dalla Calabria, tanto che Vital fu soprannominato ‘Il Calabrese'”.