Che coraggio, Mario Tozzi. Il geologo ha ripreso fiato. E’ il suo giorno, è il suo momento. Peccato che lo stiano ancora aspettando a Roma, al convegno con gli esperti INGV sulle analisi sismiche legate al Ponte sullo Stretto. Erano esperti veri, quelli. Ed era meno di un mese fa, il 6 ottobre. C’erano i sismologi Gianluca Valensise e Pierfrancesco Burrato, insieme al Direttore Tecnico della Società dello Stretto, Valerio Mele. Doveva esserci anche Mario Tozzi, ma all’ultimo momento rifiutò. Temeva il confronto, sapeva già che non ci sarebbe stata partita. Una figuraccia, pubblica.
Oggi, meno di un mese dopo, come detto, Tozzi riprende fiato. E no, non è Umberto, e non deve cantare. Il geologo Mario riprende fiato per parlare del Ponte sullo Stretto, dopo la decisione della Corte dei Conti. “Questo accade quando si procede troppo di fretta e si fa carne di porco delle regole e della logica. Forse sarebbe meglio fermarsi a riflettere. Dilettanti allo sbaraglio. Non sono cattivi, sono scarsi” ha scritto sui social. Forse ha dimenticato, Tozzi – ma non è colpa sua – che i rilievi dei Magistrati sono prettamente giuridici, e non tecnici. E quindi neanche legati ad aspetti come la geologia, la sismologia, tutte questioni che lui ha affrontato – in questi anni – con rigorosa prevenzione. Sì, nel senso che è prevenuto…
Oggi, sui social, senza contradditorio, sempre perché è troppo facile, Tozzi parla, si esprime, rivendica posizioni inesistenti, anche perché le motivazioni non sono state ancora rese note. A Roma però ancora chiedono di lui. Qualcuno lo ha visto?
