Stop della Corte dei Conti al Ponte sullo Stretto. Un fulmine a ciel sereno, una vera e propria bomba arrivata in serata che ha monopolizzato la cronaca televisiva costringendo a riscrivere le ‘scalette’ dei programmi tv. “Realpolitik”, programma tv di Rete 4 condotto dal cosentino Tommaso Labate, ha dato ampio spazio all’argomento nella prima parte della trasmissione.
La vicenda è stata contestualizzata nella più ampia tematica che riguarda lo scontro fra magistratura e governo. Il deputato PD Debora Serracchiani è intervenuta dichiarando: “la magistratura non è un’opposizione. In questo Paese c’è ancora una Carta Costituzionale sulla separazione delle carriere. I magistrati controllano e mettono limiti agli altri due poteri. Un magistrato applica la legge e la applica a prescindere di chi ha davanti. Sa che cosa ci sta dicendo la Presidente del Consiglio? Che per lei non vale, per lei i magistrati devono applicare la legge secondo quello che vuole lei. Almirante, nel 1971, depositando un ddl alla Camera, ha detto che i magistrati devono applicare la legge secondo la volontà di chi vince le elezioni“.
Galeazzo Bignami, deputato di Fratelli d’Italia, ha risposto: “il motivo per il quale la Corte dei Conti ha fatto quel che ha fatto è perchè ieri al Senato si è concluso l’iter per la riforma della Corte dei Conti, che è pronta per essere licenziata, quindi la Corte dei Conti si è svegliata. Una delle ragioni per le quali la Corte dei Conti ha eccepito è che c’erano dei link da cliccare. È un tema serio. Mettiamoci nei panni di un giudice della Corte dei Conti che deve prendere il mouse, spostare il cursore sul link, cliccare due volte… ci rendiamo conto della difficoltà? Ora, fuori dall’ironia… ha ragione Marina Berlusconi: c’è una luna nera fatta di pochi magistrati che si sentono un contro-potere ideologico atto a paralizzare l’azione della politica. Noi quel Ponte non ce lo siamo inventati, siamo stati votati dagli italiani e lo faremo“.
