“Rivendico anzitutto di aver adempiuto al mio mandato di commissario alla sanità, perché chi mi ha preceduto non l’aveva fatto”, ossia “mettendo ordine nei conti disastrati della Regione e migliorando i livelli essenziali di assistenza“. Così il presidente uscente della Regione Calabria e candidato del centrodestra Roberto Occhiuto in un’intervista al quotidiano La Stampa. “Governo una regione complicata – ha detto rispondendo a una domanda sull’inchiesta che lo vede indagato per corruzione -, dove su molti dossier ho lavorato con le procure: in un’area dove si fanno ancora i conti con le infiltrazioni della ‘Ndrangheta è necessario. Non ho mai avuto la tentazione di delegittimare la magistratura. Spesso però le inchieste vengono strumentalizzate. Guardi come è cambiato l’atteggiamento della sinistra dopo il caso Ricci nelle Marche“.
Il candidato confida “nel fatto che l’inchiesta verrà archiviata. Ma avendo contezza di come ho amministrato, nel caso mi difenderò nel processo“. Occhiuto si dice convinto di vincere: “a giudicare dall’entusiasmo delle persone che incontro per strada, direi di sì“. Osserva che l’avversario Pasquale Tridico “ha promesso l’assunzione di settemila forestali, tremila lavoratori socialmente utili, una guardia medica ogni Comune. Peccato – dice – che le regole statali dicano che se ne può avere uno ogni cinquemila abitanti. Sembra Cetto La Qualunque. Un altra settimana di campagna elettorale e ci avrebbe promesso di imbiancare casa a tutti“.
