Raramente siamo d’accordo con Giuseppe Falcomatà. Su StrettoWeb punzecchiamo spesso il Sindaco di Reggio Calabria sulle scelte (anzi “non scelte”), sulle decisioni, sui tempi, sui modi, sulle dichiarazioni. Ieri, ad esempio, è incappato nella nostalgia da tempi Covid con una diretta social per annunciare la chiusura delle scuole (sarebbe bastato un semplice annuncio istituzionale, per un tema così serio) per via dell’allerta arancione scuro (che però non esiste). E ha anche corretto – sbagliando – il C.T. dell’Italia Rino Gattuso. In mezzo a tutto questo, ha trovato il tempo per condannare i fischi del Granillo a Infantino nel corso del match di “Serie A – Operazione Nostalgia”. Li ha definiti “una vergogna”, chiedendosi che colpe avrebbe il Presidente della FIFA sull’attuale situazione della Reggina. Tutto corretto: siamo d’accordo. Lo abbiamo scritto sin da subito che i fischi erano assurdi e che Infantino non era tenuto a risolvere i problemi di un club causati da un signore di Lamezia Terme che ha ben pensato di giocare coi sentimenti di una città intera.
Ma questa è un’altra storia. Chiusa tale “linea comune” sul pensiero di cui sopra, ci sono tanti dubbi, tante anomalie, tante domande che vorremmo porre al Sindaco. Che, ancora una volta, sbaglia i tempi. Intanto, non va dimenticato che – tralasciando Saladini – tutti i problemi della Reggina negli ultimi due anni sono da attribuire alle scelte della sua Amministrazione nei confronti della proprietà, che il primo cittadino ha continuato ad avallare cambiando idea almeno quattro volte, tra inserimenti per il marchio, giravolte, poi targhe e baci e bacetti e ora di nuovo freddezza. Perché, Falcomatà, non ha mai preso una posizione chiara? Ma soprattutto perché arrabbiarsi – sfogo sacrosanto – per i fischi a Infantino solo oggi, a 40 giorni dal “fattaccio”? Perché non farlo subito, allora, quella stessa sera o il giorno dopo? Quei fischi, segnalati da StrettoWeb e pochi altri, sono passati quasi in secondo piano. Anzi, allora, lo stesso Sindaco esaltò la bellissima serata di festa, ben consapevole anche della figuraccia sulla mancanza d’acqua al Granillo.
Quei fatti del giugno 2024
Le conferme di Falcomatà sull’interesse di Infantino a “muoversi” per la Reggina risalgono al giugno del 2024, a quelle settimane intense, al coinvolgimento di Lillo Foti, alle frasi sul “vivacchiare”. Era tutto lì, l’interesse c’era, ma era rimasto tutto molto top secret per la delicatezza della situazione. L’esposizione pubblica di Falcomatà, eccessiva, sulla vicenda, tra i motivi che frenò tutto. Ma non è questo il punto. Quella storia conferma – per l’ennesima volta – come l’interesse attorno alla Reggina c’era, al di là di quanto accaduto prima con i vari Bandecchi, Gallo, PEC lette e cestinate. E al di là delle bugie di Ballarino su mancati interessi intorno al club. Più di uno, da oltre due anni, ha provato ad avvicinarsi alla Reggina, ma è sempre stato allontanato dalla società attuale, quella che sta mortificando una storia lunga oltre 100 anni.
Bandecchi, Moratti, Nick Scali: non è una coincidenza se…
E’ un po’ curioso, e fa riflettere, il passaggio: “abbiamo fatto scappare Infantino”. E un po’ curioso che Falcomatà lo ripeta anche parlando di Moratti. Delle responsabilità, e anche tante, ci sono anche da parte sua, se si parla di “fughe”. Non dimentichiamo le “resistenze” sulla possibilità che Bandecchi potesse avvicinarsi, perché “ingombrante” politicamente. Non dimentichiamo i “non vogliamo nuovi Manenti” quando Nick Scali stava trattando con Lillo Foti. Insomma, siamo d’accordo su Infantino, e va bene, ma non accettiamo che Falcomatà faccia la morale alla città su queste questioni. Non è un caso, non è affatto un caso, se gli undici anni di sua amministrazione coincidano con gli undici più travagliati e disastrosi della storia della Reggina, a parte qualche rarissima parentesi. E se oggi la città reagisce così, se la città fischia Infantino, se la città si è abituata a dilettantismo, vittimismo e mediocrità, è anche per la dimensione in cui la stessa si è catapultata negli ultimi quindici anni…
