“Tornare a vivere in Calabria”… ma solo con il bando giusto!

Tra un Santuario e una sagra, tra fine agosto e l’inizio settembre, abbiamo contato su INPA la pubblicazione di una decina di avvisi pubblicati dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria

di Giuseppe Romeo – “Tornare a vivere in Calabria”… ma solo con il bando giusto! Il motto scelto dal centrosinistra per le prossime regionali in Calabria è: “Tornare a vivere in Calabria”. Suggestivo, quasi poetico. Nella sua declinazione pratica, il motto si è tradotto in una pioggia di bandi di mobilità pubblicati dalla città Metropolitana e comparsi tra il 25 agosto e l’8 settembre. Sarà un caso? Forse. Sarà invece un tempismo da manuale elettorale? A noi il dubbio rimane. Infatti, tra un Santuario e una sagra, tra fine agosto e l’inizio settembre, abbiamo contato su INPA la pubblicazione di una decina di avvisi pubblicati dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria. Casualità? Fortuna del calendario?

Oppure la più antica tradizione calabrese: quella del bando “a orologeria”? Smaltita in fretta la delusione per la mancata candidatura a governatore, il sindaco di Reggio Calabria – che di concorsi se ne intende, visto il suo passato da vincitore di categoria C a Milano – si è allineato con disciplina al motto della coalizione. E così, ecco che “tornare a vivere in Calabria” diventa improvvisamente possibile per un po’ di nostri conterranei.

Sempreché il ritorno non sia riservato, come da tradizione, ai soliti noti

Sempreché il ritorno non sia riservato, come da tradizione, ai soliti noti: compari, parenti dei compari, e i compari dei compari dei compari (categoria in forte espansione, peraltro). Certo, se questi bandi premiassero davvero il merito, sarebbe un segnale bellissimo. Ma pubblicare avvisi di mobilità in piena campagna elettorale, con requisiti specifici ben definiti e con scadenze che cadono magicamente a cavallo del voto (25 settembre per alcuni, 8 ottobre per altri, pubblicati appena ieri), fa venire più di un sospetto. Magari tra un comizio e l’altro ne arriveranno altri ancora, per facilitare ulteriori “ritorni a vivere” proprio nel momento giusto. Noi, lo confessiamo, vorremmo essere stupiti. Vorremmo vedere finalmente premiato “chi conosce qualcosa e non qualcuno”. Ma l’esperienza ci spinge a pensare che, anche questa volta, il vero concorso non sarà quello sui titoli, ma sulle conoscenze… in senso stretto.