Reggio Calabria, Prof. Veronese: “Falcomatà e Tridico in passerella sul Lungomare, la città è stanca di chi dice solo no e lascia la città nel degrado”

Elezioni Regionali Calabria, Prof. Veronese: "chi oggi dice no al Ponte sullo Stretto è contro i calabresi, ma soprattutto contro i cittadini di Reggio"

“Reggio Calabria ha assistito ieri sera all’ennesima passerella sul Lungomare del sindaco Giuseppe Falcomatà insieme a Pasquale Tridico, candidato del centrosinistra alla Presidenza della Regione. Una scena grottesca: invece di parlare di futuro, di opere e di sviluppo, si è ripetuto il solito ritornello del “no ponte”, condito da promesse irrealizzabili e misure prive di copertura”, è quanto afferma il Prof. Simone Veronese, presidente dell’associazione “Amici del Ponte sullo Stretto. “La verità è che la città non ne può più di questa politica del “no” e della propaganda. Falcomatà non ha portato Tridico a vedere la realtà di Reggio Calabria: non lo ha accompagnato davanti al Ponte Calopinace, la grande opera che dopo dieci anni è stata finalmente realizzata, ma con errori macroscopici nei livelli e nelle quote. Il risultato? Un ponte che risulta più alto di quanto dovesse essere, che necessita di modifiche e interventi correttivi, con conseguenti ulteriori ritardi e disagi. Un vero disastro amministrativo che porta il marchio di Falcomatà”, rimarca Veronese.

“Periferie abbandonate”

“E non è solo il ponte Calopinace. Le periferie restano abbandonate, con strade piene di buche, quartieri interi senz’acqua, scuole chiuse e strutture sportive ridotte in macerie. La situazione scolastica è drammatica: dopo un anno senza interventi, i ragazzi si ritroveranno anche quest’anno nelle stesse scuole sovraffollate. Gli spazi vitali dei bambini disabili sono stati sottratti per ricavare aule, colpendo i più fragili e creando discriminazioni inaccettabili. Le aule sono strapiene, i servizi igienici insufficienti, e il rischio per la sicurezza di studenti e docenti è altissimo. Questa amministrazione, con la sua incapacità, ha colpito soprattutto i bambini, i più deboli, quelli che avrebbero dovuto essere i primi a essere tutelati”, rimarca Veronese.

Granillo

“Perfino lo stadio Granillo, in occasione di un evento internazionale come “Operazione Nostalgia”, ha mostrato al mondo l’inefficienza reggina: giocatori senza la possibilità di farsi la doccia e bagni senz’acqua per il pubblico, perché lo stadio non ha nemmeno un contatore né un contratto attivo. Una vergogna che si aggiunge a tutte le altre“, sottolinea Veronese.

“Falcomatà e Tridico devono chiedere scusa ai cittadini”

“Falcomatà e Tridico, prima di dire “no ponte”, dovrebbero avere il coraggio di chiedere scusa ai cittadini di Reggio Calabria e a tutti i calabresi per i danni d’immagine e per il degrado in cui hanno lasciato questa città. E sia chiaro: chi oggi dice “no al Ponte” è contro i calabresi, ma soprattutto contro i cittadini di Reggio Calabria. Perché il Ponte significa sviluppo, significa investimenti sulla città, significa turismo, significa una rinascita economica per tutto il tessuto sociale e commerciale. Non solo per la città ma per l’intera provincia e per l’hinterland reggino. Dire “no” al Ponte significa dire “no” al futuro di Reggio Calabria”, conclude Veronese.