In un’intervista a Fanpage, il candidato del centrosinistra Pasquale Tridico, europarlamentare del Movimento 5 Stelle, ex presidente dell’Inps, ha parlato del suo programma, delle polemiche di Avs e sulle accuse al docente Di Cesare. “La mia candidatura? Ho dovuto riflettere con sincerità e serietà sul mio impegno a Bruxelles. Ma nel frattempo ho visto un’intera coalizione di centrosinistra fortemente compatta su di me, dal centro moderato ad Avs. Davanti ai cittadini che per strada mi chiedevano di scendere in campo, ho sentito il dovere e la responsabilità verso la mia comunità, la comunità dei calabresi, di fare questo passo“, rimarca Tridico. “Oggi niente più malumori da parte di Alleanza Verdi-Sinistra? Erano soprattutto loro a spingere per un altro candidato, e anche dopo la sua nomina hanno chiarito che Avs dovrà avere più spazio nella coalizione. Con gli amici e compagni di Alleanza Verdi-Sinistra ho un ottimo rapporto, in Europa M5s e Sinistra italiana sono nello stesso gruppo. Ogni partito ha le sue legittime aspirazioni, ci mancherebbe. Ma oggi nella coalizione sento grande sintonia e compattezza. I temi più divisivi a livello nazionale, come la politica estera e di difesa, sono fuori dalla sfera regionale. Noi siamo allineati sui problemi della Calabria e sulle proposte per rilanciarla“, spiega Tridico.
Programma
“Il nostro programma tocca sanità, sviluppo industriale, lavoro e welfare, trasporti, turismo e agricoltura, i fondi europei e il Pnrr, l’abbandono delle aree interne, l’ambiente, istruzione e università, e infine la legalità, che è trasversale a tutti i capitoli. Dovrà essere la bussola della nostra azione politica. Priorità? La sanità. E innanzitutto bisogna depoliticizzare la sanità regionale. Due cose fondamentali. La prima: rinegoziare e eliminare il debito della Calabria verso lo Stato centrale sulla sanità. Questo debito lo paghiamo con una minore aspettativa di vita rispetto alle altre Regioni, una morbilità maggiore, ospedali e infrastrutture peggiori. I calabresi non ne hanno colpa, la responsabilità è dell’inefficienza dei governi regionali e dei commissariamenti. Innanzitutto costruire ospedali veri e rafforzare quelli esistenti. Inoltre bisogna creare un’agenzia sanitaria regionale unica, che coordini tutte le Asp regionali. Oggi il sistema sanitario dipende dalle Asp, spesso molto politicizzate e in debito. Io ho gestito Inps: un esempio di azienda pubblica che è fortemente depoliticizzata, e che segue criteri di economicità, qualità, performance. La terza azione è rafforzare gli ospedali interni e le case di comunità, che permettono di decongestionare i Pronto soccorso al collasso“, evidenzia Tridico.
Reddito di dignità
“Facciamo un’operazione verità sul reddito di dignità che è uno strumento pensato per chi non ha l’Assegno di inclusione, né il sostegno formazione e lavoro, ed è in una situazione di povertà. In sostanza, chi è rimasto escluso nel passaggio dal Reddito di cittadinanza all’Adi e al Sfl: circa 20-25mila persone. I beneficiari riceveranno un reddito pari a circa 500 euro al mese. Calcolato a integrazione, per cui se hai già 100 euro di entrate te ne daremo altri 400 per arrivare a 500 in tutto. Il progetto è fortemente legato a politiche attive, formazione e politiche di inclusione. Chi lo ottiene, se non c’è un lavoro disponibile, sarà utilizzato in progetti di utilità collettiva: recupero di borghi e aree interne, recupero archeologico di siti che oggi sono abbandonati, recupero culturale delle aree della Calabria che oggi vengono ignorate. In più, i beneficiari saranno sostenuti con misure per la auto-imprenditorialità: ad esempio se ho l’idea per lanciare un’impresa nel settore della cultura, posso ottenere l’intera annualità del reddito di dignità in un’unica soluzione”, sottolinea Tridico.
Salario minimo
“Salario minimo? Assolutamente sì. Oggi purtroppo il settore pubblico contribuisce a una parte dei lavoratori poveri. Le amministrazioni fanno bandi al massimo ribasso, così negli appalti e subappalti ci sono aziende che pagano salari bassissimi. Pensiamo ai vigili notturni che prendono cinque o sei euro l’ora, agli operatori delle mense scolastiche, ai lavoratori delle pulizie. Vogliamo una legge-quadro regionale che ricada poi sui Comuni, che permetta di varare bandi solo con salari non inferiori ai nove euro l’ora“, aggiunge Tridico.
Candidatura Di Cesare
“Le accuse a Di Cesare? È una decisione che dovrà prendere Donatella. Io sono veramente sconcertato da questi attacchi a una filosofa pacifista, nonviolenta e femminista, che ha sempre preso le distanze dalle Brigate Rosse e viene messa alla gogna per un tweet che è stato decontestualizzato. Parliamo di una polemica vecchia e strumentale, a cui la destra si appiglia per intimidire una privata cittadina e una professoressa ordinaria della Sapienza, una delle migliori università d’Europa”, conclude Tridico.
