Non serviva la guerra a Gaza per rendere chiaro quanto la propaganda in un conflitto giochi un ruolo fondamentale. Tanto per l’uno quanto per l’altro schieramento in questione. È così da sempre. Del resto, un regime si fonda sempre sul controllo dei cittadini e dell’opinione pubblica, esercitato con gradi variabili di forza. Fondamentale, in questo senso, la gestione delle notizie. Sotto il controllo di un’organizzazione terroristica come Hamas, la maggioranza delle notizie che arrivano da Gaza sono filtrate, incomplete e distorte secondo le logiche di una propaganda che mira a scuotere le coscienze dell’opinione pubblica internazionale affinchè venga fatta pressione su Israele.
Una propaganda furba ed efficace che ha dato i suoi frutti e che cerca di compensare la sproporzione bellica fra gli attori in campo. Per capire questo concetto, basta analizzare gli errori in delle semplici addizioni che il Ministero della Salute di Gaza (controllato da Hamas) riporta.
Nelle ultime 24 ore, il numero di morti (che Hamas definisce martiri) registrato da Hamas a Gaza è stato di 77. Il numero totale dei morti indicato era di 65.549. Il computo totale è salito a 65.926. Ce ne sono 300 in più (il numero corretto sarebbe di 65.626, ndr). Le opzioni qui sono due: o i terroristi non sanno bene come fare le addizioni, oppure i numeri vengono gonfiati per rendere le reali proporzioni del conflitto ancor più ingenti (senza contare che negli stessi morti ci sono anche i combattenti di Hamas, non distinti dai civili, ndr).
In entrambi i casi, la stampa dell’Occidente riporta fedelmente questi numeri senza la possibilità di verificarli, credendo ciecamente a ciò che riporta un’organizzazione terroristica. E farebbe già ridere così, se non fosse che quest’organizzazione terroristica sbaglia anche semplici operazioni matematiche. Perchè nessuno mette in dubbio i numeri di Hamas? A Gaza, oltre al concetto di genocidio, anche la matematica è diventata un’opinione?
