“Le proteste dei cacciatori calabresi sono rimaste inascoltate. La pubblicazione del calendario venatorio 2025/2026 da parte della Regione Calabria è percepita come l’ennesimo attacco a un mondo che ogni anno subisce ingiustizie”. Il Movimento Amici della Caccia esprime “forte disappunto nei confronti di politici e dirigenti che hanno ignorato le evidenze tecnico-scientifiche contrarie alle restrizioni adottate; a ciò si aggiunge il perdurante stallo degli esami venatori, che impedisce a nuovi appassionati di accedere legalmente alla caccia. È quindi fondamentale far sentire la voce dei cacciatori durante la campagna elettorale a seguito delle dimissioni del Presidente Roberto Occhiuto, affinché le future scelte politiche rispettino le esigenze del settore”.
Novità del nuovo calendario venatorio 2025/2026
“Le maggiori novità riguardo il nuovo calendario:
- Preapertura: sono state fissate sei giornate di preapertura (1, 6, 7, 11, 13 e 14 settembre 2025). In queste giornate, da un’ora prima dell’alba al tramonto, è consentito cacciare colombaccio, gazza e cornacchia grigia esclusivamente da appostamento; il 14 settembre è consentito anche il prelievo della quaglia.
- Apertura generale: l’apertura generale è fissata alla terza domenica di settembre, cioè il 21 settembre 2025, e si protrarrà sino al 31 gennaio 2026, con esclusione dunque dei dieci giorni di febbraio. L’attività venatoria è consentita tre giorni a settimana a scelta del cacciatore tra lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica.
- Mantenuta la chiusura al 31 gennaio per quello che concerne turdidi (cesena, tordo bottaccio e tordo sassello) e beccaccia.
- Il moriglione dal 21 settembre al 31 gennaio può essere cacciato con limite massimo di 100 capi regionali e registrazione obbligatoria degli abbattimenti via app;
- Caccia al cinghiale dal 2 ottobre al 31 gennaio, con un’estensione della stessa di un mese di caccia rispetto gli anni precedenti
- Principali divieti e limitazioni: restano vietate la tortora selvatica, la pavoncella, la moretta Aythya fuligula e la moretta tabaccata; è vietato l’uso di munizioni al piombo nelle zone umide e nei siti Natura 2000; la caccia è interdetta nelle aree dei parchi nazionali, nelle riserve naturali e in numerosi siti della rete Natura 2000, dove l’apertura viene posticipata al 1° ottobre, all’11 ottobre o al 1° novembre. Per il moriglione il prelievo verrà sospeso al raggiungimento di 100 abbattimenti registrati tramite l’app Xcaccia. La moretta aprirà il 1° novembre”.
“La delibera di giunta, allegata al calendario, recepisce il parere di VINCA e impone restrizioni severe nei Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e nelle Zone di Protezione Speciale (ZPS). Tra queste, divieto assoluto di attività venatoria all’interno dei parchi nazionali e delle riserve naturali; divieto di preapertura nelle ZPS; posticipo dell’apertura al 1° novembre per le ZSC Murge di Strongoli, Vallone S. Elia e Costa Viola e all’11 ottobre per la ZSC Madama Lucrezia. È inoltre vietato usare munizioni al piombo nelle aree umide, addestrare cani prima del 1° ottobre e realizzare nuovi appostamenti fissi all’interno dei siti Natura 2000. Queste misure, sebbene presentate come tutele ambientali, rappresentano un grave sacrificio per l’attività venatoria tradizionale”.
Il parere di Federcaccia e Italcaccia
Il Movimento Amici della Caccia “ritiene che la Regione abbia calpestato i diritti dei cacciatori con un calendario che riduce ulteriormente le giornate e posticipa l’apertura in aree vastissime. A ciò si aggiunge il perdurare del blocco degli esami venatori che impedisce a centinaia di aspiranti cacciatori di ottenere la licenza. ‘Basta con le passerelle di politici e dirigenti che, con le loro decisioni, continuano a danneggiare il territorio e a creare sfiducia nei cittadini. Siamo stanchi di essere offesi e umiliati nei nostri diritti’. Già da tempo, grazie alla sensibilità della testata Strettoweb, era stato lanciato l’allarme su una possibile perpetrazione di un’ingiustizia che oggi, con la pubblicazione del calendario, si è purtroppo concretizzata. La combinazione tra blocco degli esami venatori e limitazioni eccessive nel calendario costituisce un vero e proprio calpestamento dei diritti dei cacciatori.
Il Movimento Amici della Caccia “condanna con forza questa scelta e chiede un immediato ripensamento da parte della Regione, ricordando che la caccia, se gestita secondo criteri scientifici e normativi, non è solo un diritto, ma anche un presidio per il territorio e una risorsa economica vitale”.
Il pensiero di Federcaccia e Italcaccia
“Federcaccia, insieme all’Italcaccia, ha contestato con forza il decreto VINCA che accompagna il calendario venatorio calabrese, sostenendo che si tratta di un provvedimento “gravemente viziato, tecnicamente ingiustificato e penalizzante per la caccia”. Le associazioni osservano che la valutazione d’incidenza: non ha basi tecnico‐scientifiche solide, poiché secondo Federcaccia le limitazioni introdotte – divieto di caccia in numerose Zone Speciali di Conservazione, riduzione delle giornate utili e apertura posticipata al 1° novembre in ampie aree – sono state adottate senza adeguata giustificazione normativa o scientifica. La Regione avrebbe indicato la presenza di specie ornitiche tutelate come motivazione, ma Federcaccia fa notare che queste specie sono già protette dai divieti generali; anni di monitoraggi dimostrerebbero che l’attività venatoria non crea impatti negativi né alle specie protette né ai loro habitat, e i divieti riguardano persino i mammiferi (lepri, volpi, cinghiali) che non rientrano nella Direttiva Uccelli”.
“È sproporzionata rispetto agli obblighi europei: la federazione sottolinea che l’indiscriminato rinvio dell’apertura al 1° novembre nelle ZPS come “Costa Viola” o “Murge di Strongoli” viene giustificato con la presenza di specie migratrici di rapaci o uccelli pelagici, ma queste specie sono già inaccessibili alla caccia e tali restrizioni impediscono inutilmente anche il prelievo di selvatici non protetti. Viene criticata anche l’imposizione generalizzata del divieto di munizioni al piombo in tutte le ZPS: per Federcaccia si tratta di una misura incoerente con il regolamento europeo, che dovrebbe riguardare solo le zone umide a rischio”.
“Supera i limiti di tutela previsti dalle leggi: nel comunicato le associazioni ricordano che la Calabria ha già più del 26 % del territorio vietato alla caccia, soglia indicata dalla normativa regionale, e supera persino il limite del 30 % previsto dalla legge nazionale; l’istituzione di nuove riserve e parchi e l’ulteriore estensione dei divieti con il VINCA sono ritenute eccessive e lesive dei diritti dei cacciatori. Si fonda su un presunto obbligo inesistente: Federcaccia richiama la sentenza del TAR Lazio che ha stabilito che non esiste alcun obbligo per le regioni di sottoporre i calendari venatori alla valutazione di incidenza ambientale; le Linee guida che ipotizzavano tale imposizione non hanno forza vincolante. La federazione parla quindi di “pessimo esempio di disinformazione anticaccia” e ribadisce che l’adozione della VINCA per i calendari venatori non è prevista da alcuna norma”.
“Sulla base di queste considerazioni, Federcaccia e Italcaccia chiedono un riesame e una rettifica del decreto, sottolineando di aver depositato una richiesta formale corredata di documentazione tecnico‐scientifica per dimostrare la fondatezza delle loro osservazioni. Se la Regione non modificherà il provvedimento, le associazioni annunciano l’intenzione di intraprendere ulteriori iniziative a tutela della comunità venatoria calabrese”.
Solidarietà da Anghelone (Noi Moderati)
“Il Consigliere Comunale Dottor Saverio Anghelone (Noi Moderati) manifesta solidarietà ed esprime la propria vicinanza nei confronti dei cacciatori colpiti da questo provvedimento della Regione Calabria in quanto fortemente pregiudizievole e lesivo dei diritti dei cacciatori, frutto di una valutazione che non ha tenuto conto delle motivazioni addotte supportate da dati scientifici manifestando la propria volontà e il proprio impegno a rendersi disponibile per ogni iniziativa finalizzata alla tutela dei diritti dei cittadini” si chiude la nota.
