“Allo scioglimento del Consiglio Regionale, l’ex presidente regionale facente funzioni Antonio Spirlì ha annunciato a mezzo social network la sua candidatura alle prossime elezioni anticipate. Porgendogli i migliori auguri, non solo elettorali considerato la malattia oncologica di cui è affetto, e richiamato l’appello degli scorsi giorni ad astenersi dall’andare oltre l’ordinaria amministrazione nel suo compito di commissario della Fondazione ex IRSSEC, adesso lo si invita a rassegnare le dimissioni: affinché conduca una campagna elettorale senza che essa si ripercuota su tale ruolo ed istituto”.
Così chiede in una nota Francesco Ventura, attivista per la rivitalizzazione linguistica della minoranza greca di Calabria. Ventura in questi giorni ha tentato di portare all’attenzione dell’opinione pubblica ed a quella politico-istituzionale alcune delle principali criticità e timori legati alla piega presa dalla programmazione relativa alle prossime politiche linguistiche regionali. Questioni a cui già da tempo, con tanto d’istanze protocollate alla mano, ha proposto possibili e plausibili correttivi ed alternative.
“A conclusione del purtroppo fallito tentativo d’avviare un dialogo istituzionale relativo alle politiche linguistiche minoritarie, tra i diversi dossier vi è stata pure la modifica dello statuto della Fondazione ex IRSSEC. Riforma contro la quale lo scorso maggio ho provveduto a depositare una richiesta di accertamenti alla Corte dei Conti, interessando nello specifico la Sezione Regionale di Controllo competente per la Calabria – spiega Ventura – Un passaggio dell’istanza riguardava le perplessità che l’inaudita somma di cinquantamila euro assegnata con la modifica dell’art.8 al presidente della fondazione potesse andare a beneficiare proprio quel commissario di fresca nomina, in una modifica che appariva come ad personam considerato il passato politico-istituzionale di Antonino Spirlì. Questo non è il solo punto dell’istanza, ma considerata l’annunciata candidatura alle prossime regionali, sarebbe un atto di responsabilità e decoro istituzionale che Spirlì si dimettesse contestualmente da commissario e rassicurasse di non avere beneficiato e che non beneficerà di questa colossale indennità annua che a molti potrebbe dare la sensazione di una prebenda”.
