Il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà ha preferito presenziare alla presentazione ufficiale del Bocale Calcio, mentre in concomitanza si stava svolgendo – all’Arena – quella della Reggina. Della pesante assenza in centro città del primo cittadino, per l’abbraccio tra tifosi amaranto e squadra, abbiamo già scritto in altro articolo, evidenziando come tra lui e Ballarino non scorra più buon sangue, dopo i fatti degli ultimi mesi. Dunque, la presenza di Falcomatà a Pellaro, per la presentazione del Bocale, non fa altro che confermare come i rapporti non siano più come quelli di prima tra sindaco e imprenditore catanese.
Le parole del sindaco
“Per me, questo momento ha un sapore diverso rispetto alle solite presenze istituzionali, perché, in questa squadra, che ho avuto la fortuna di conoscere sin da ragazzo, ho maturato un passaggio di crescita personale, ancor prima che sportiva, che mi consente oggi di sentirmi a casa in quella che per me è stata la ‘famiglia Bocale’” ha affermato il Sindaco. “Una realtà sportiva che, oltre al raggiungimento dei risultati, ha sempre puntato sull’emancipazione dei ragazzi; un valore aggiunto per le famiglie che decidono di affidare i propri figli ad una compagine i cui valori sono celebrati attraverso azioni e scelte non comuni, oserei dire uniche nel panorama sportivo italiano, come quella di affiancare il nome ADMO al nome del Bocale, scelta di grande sensibilità che offre la dimensione di quanto questa compagine riesca ad andare oltre un progetto esclusivamente sportivo”.
“Infatti – ha aggiunto – la squadra della famiglia Cogliandro ogni anno ci sorprende; e quest’anno l’ha fatto decidendo di brandizzare il colletto della maglia di rappresentanza, con la bandiera della Palestina, dimostrando con i fatti che, ogni modo, ogni comunicazione anche non verbale, è utile per denunciare il genocidio e l’omicidio dei bambini a Gaza, e per rappresentare pubblicamente la nostra posizione rispetto al grande tema dei diritti umani”.
“In ultimo, un ulteriore elemento di carattere personale che ci tengo a sottolineare – ha concluso Falcomatà – proprio perché lo stadio “Pellicanò” di Campoli è stato concluso nel 2002, poco dopo la morte di mio padre, grazie ad una concertazione territoriale delle associazioni, è che a distanza di 25 anni, consegniamo l’accordo quadro per il rifacimento del manto erboso, oggi come allora, frutto di un lavoro di squadra istituzionale e territoriale, che resiste al tempo e soprattutto, che permetterà al Bocale di esprimersi al meglio”.
