Il “campo largo” trova nuova linfa in Toscana. In una consultazione online durata 24 ore, 1.538 iscritti del Movimento 5 Stelle regionale – circa il 30% dei 5.202 aventi diritto – hanno votato a favore della ricandidatura di Eugenio Giani alla guida della Regione, in alleanza con il centrosinistra. Dei 2.568 partecipanti complessivi, 1.030 avevano preferito la corsa in solitaria.
Il via libera dei 5S consente al governatore uscente di puntare a un secondo mandato con una maxi-coalizione che comprende Pd, M5S, Avs, +Europa, Sinistra civica ed ecologista e Italia Viva. Un passo che archivia le tensioni interne al Movimento, storicamente all’opposizione del Pd in Toscana (eccetto a Prato), e che per molti esponenti del centrosinistra evita il rischio di un “suicidio politico” per i pentastellati, dati dai sondaggi al 3-4% a fronte di uno sbarramento del 5%.
La segretaria del Pd Elly Schlein, sostenitrice delle alleanze “inclusive e competitive contro la destra”, vede nella scelta toscana un banco di prova per un fronte unitario in vista delle Politiche 2027. Soddisfatto anche Giani, che parla di “dialogo rafforzato tra forze politiche e civiche”. Il leader M5S Giuseppe Conte esprime orgoglio per il processo decisionale “ampio e trasparente”, pur ribadendo che vigilerà sul rispetto delle condizioni poste dagli iscritti.
La ricaduta sulle altre Regioni
L’effetto Toscana potrebbe avere ricadute immediate in altre regioni. In Campania, l’accordo con il centrosinistra potrebbe ora includere anche Roberto Fico, sostenuto dagli alleati ma finora osteggiato dal governatore Vincenzo De Luca, intenzionato a presentare due liste personali. In Puglia, Conte ha già approvato la candidatura dell’eurodeputato Pd Antonio Decaro, seppure restino nodi interni legati a figure come Michele Emiliano e Nichi Vendola. Nelle Marche, in vista del voto di fine settembre (insieme alla Valle d’Aosta), l’intesa riguarda Matteo Ricci (Pd), che correrà contro il presidente uscente meloniano Francesco Acquaroli, nonostante l’inchiesta per corruzione che lo coinvolge.
Il centrodestra guarda con attenzione alle mosse in Toscana, dove sperava in divisioni interne per conquistare uno degli ultimi bastioni rossi. Più favorevoli le prospettive in Calabria, chiamata al voto dopo le dimissioni di Roberto Occhiuto (Forza Italia), deciso a ricandidarsi. A sinistra restano incertezza e ipotesi di nomi: dal procuratore di Napoli Nicola Gratteri (suggestione più che candidatura concreta) all’eurodeputato Pasquale Tridico e alle deputate Vittoria Baldino e Anna Laura Orrico per il M5S; tra i Dem, circola quello del sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà.

