Chiara Francini a Reggio Calabria con il suo nuovo romanzo “Le querce non fanno limoni”: “è una storia di resistenza e libertà” | INTERVISTA

Reggio Calabria, la libreria Ave-Ubik ha ospitato Chiara Francini per la presentazione del suo nuovo libro intitolato “Le querce non fanno limoni”, edito da Rizzoli

Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
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La libreria Ave-Ubik di Reggio Calabria ha ospitato Chiara Francini per la presentazione del suo nuovo libro intitolato “Le querce non fanno limoni”, edito da Rizzoli. Francini, attrice di caratura nazionale per cinema e teatro, personaggio televisivo e scrittrice, ha dialogato con la giornalista Cristina Marra su questo romanzo epico, intimo e corale che attraversa cinquant’anni di storia italiana. Al termine della presentazione la nota attrice ha incontrato i lettori ed appassionati presenti per il firmacopie.

Francini: “è un racconto profondamente italiano”

Chiara Francini, ai microfoni di StrettoWeb, ha spiegato: “Le querce non fanno limoni è un romanzo di resistenza e libertà. Parla di persone che ha fatto la resistenza con il fucile ma soprattutto di donne che hanno resistito tutta la vita. E’ un racconto profondamente italiano”.

“Le querce non fanno limoni”, Chiara Francini a Reggio Calabria: "è un libro profondamente italiano"

Sinossi

“Le querce non fanno limoni” è un romanzo epico, intimo e corale che attraversa cinquant’anni di storia italiana, tra la Seconda guerra mondiale e gli anni di piombo. Una storia di Resistenza, di passioni, di famiglie scucite e ricucite, di lotte che lasciano cicatrici, ma anche la forza di stare in piedi. Protagonista è Delia, ex partigiana, donna indimenticabile che affronta la guerra, l’amore e la perdita costruendo – pietra su pietra, voce dopo voce – un luogo reale e simbolico: il Cantuccio, rifugio concreto e ideale, spazio di condivisione, speranza e memoria. Attorno a lei e dopo di lei si muovono Irma, Mauro, Angela, Carlo, Sandro, Lettèria, Gigione e molti altri, personaggi vividi che si intrecciano in una narrazione tessuta come un arazzo di voci, dialetti, cicatrici e sogni.

Ambientato tra Firenze e Campi Bisenzio

Ambientato tra Firenze e Campi Bisenzio, “Le querce non fanno limoni” dà corpo alla Storia con la “s” maiuscola – le torture a Villa Triste, la Liberazione, la strage di piazza Fontana, le contraddizioni della sinistra extraparlamentare – ma la filtra attraverso i gesti quotidiani, i silenzi, le pentole sul fuoco, le parole non dette. Ogni pagina è intrisa di una lingua viva che alterna lirismo e parlato popolare, una lingua che canta, piange, resiste. È un romanzo sull’eredità – politica, affettiva, ideologica. Sul modo in cui la memoria passa, si nasconde, si rivela. E sul coraggio di non farsi travolgere dal passato, ma di comprenderlo per poter andare avanti. “Le querce non fanno limoni” è un romanzo storico, sì.

Romanzo dell’esistenza

Ma è anche un romanzo dell’esistenza, un romanzo che si interroga su cosa voglia dire resistere: all’ingiustizia, al disincanto, al dolore, al tempo. E lo fa con una scrittura insieme colta e piena di umanità, che accoglie ogni personaggio come fosse una storia vera, da proteggere. Perché una vita felice significa aver combattuto.