Mancano poche ore alla scadenza per presentare le domande d’iscrizione a Serie A, B e C e la situazione comincia ad essere delineata. Paradossalmente, società date in difficoltà da settimane hanno risolto i propri problemi, mentre club che sembravano non averne rischiano seriamente di scomparire. La deadline è a mezzanotte e le indiscrezioni che circolano parlano di qualche sodalizio addirittura a un passo dal baratro. E’ il caso, clamorosamente, di Brescia e Spal. Assurdo quanto sta accadendo in queste ore in casa lombarda, dove non sono ancora arrivati i bonifici per saldare le pendenze entro la scadenza. Un comportamento decisamente in controtendenza rispetto alla battaglia legale avviata da Cellino contro la penalizzazione. Qual è il motivo di far valere le proprie ragioni in Tribunale se poi il rischio è di non iscriversi?
Cosa sta facendo Cellino?
A poche ore dalla scadenza dei termini per pagare gli stipendi e i contributi di marzo e aprile (ore 15), il Brescia non sa se riuscirà a rispettarle. Ciò porterebbe alla mancata iscrizione al prossimo campionato del club che è stato penalizzato di otto punti e retrocesso in Serie C dal Tribunale nazionale federale (Tfn) per aver usato crediti di imposta inesistenti per pagare a febbraio ed aprile i contributi previdenziali. Massimo Cellino ha in mano un accordo con l’Agenzia delle Entrate per regolarizzare la posizione attraverso il pagamento di cinque rate da 480mila euro l’una, ma l’imprenditore sardo non ha ancora firmato l’accordo.
Con la firma dovrebbe contestualmente versare la prima rata, ma sullo sfondo c’è la possibile cessione della società ad un fondo americano rappresentato dal dirigente sportivo Francesco Marroccu, già direttore generale del club. Cellino aspetta che il gruppo versi tre milioni di euro per poi iscrivere la società al prossimo campionato mentre gli investitori vogliono che Cellino iscriva la squadra e una volta certificato il buon esito dell’operazione sarebbero pronti ad acquistare il club. Si parla di un accordo che prevede il pagamento a Cellino di tre milioni se il Brescia sarà confermato in Serie C e di sei se invece sarà riammesso in Serie B. Il tempo però stringe e fino a ieri sera sul conto corrente del Brescia Calcio e su quello di Brescia holding – la controllante del club – non ci sono i soldi necessari per saldare i tre milioni di scadenze (compresi i 480mila euro di Agenzia delle Entrate ) previsti per le 15 di domani. Ieri, intanto, Cellino ha pagato gli stipendi dei 13 dipendenti del club, ma la tensione sale e il rischio baratro è concreto. Resta da capire se il club presenterà comunque domanda, seppur incompleta – e consapevole che verrà respinta – oppure se eviterà di presentazione documentazione e fidejussione, aprendo difatti le porte al fallimento e a un processo in Tribunale (martedì 10 il secondo grado) che decadrebbe e che permetterebbe la disputa certa del playout di Serie B tra Salernitana e Sampdoria.
La Spal attende Tacopina, ma tutto tace
Un’altra situazione complessa è quella della Spal. Anche in questo caso, come per il Brescia, fino a poche ore fa l’iscrizione non sembrava a rischio, a maggior ragione dopo la salvezza ottenuta sul campo dopo il playout contro il Milan Futuro. Pure a Ferrara, però, si ha che fare con la mancanza di liquidità debitoria, per saldare le pendenze entro la scadenza. Sono circa 3 i milioni di euro che Tacopina dovrebbe sborsare per la mezzanotte di oggi. In caso contrario, anche qui l’iscrizione potrebbe non essere presentata o – se presentata a metà – sarà sicuramente respinta.
Triestina, ore convulse
In casa Triestina sono ore convulse. Indiscrezioni locali riferiscono che i fondi necessari per saldare debiti e procedere all’iscrizione – dai 5 ai 7 milioni di euro – siano partiti ieri sera e arriveranno oggi, così da rispettare le scadenze entro i termini. Si resta però in attesa di conferme e ufficialità. La certezza è che il club l’anno prossimo partirà con 9 punti di penalizzazione e che i tifosi – che hanno acquisito il marchio storico del club – sono in contestazione, come dimostra la manifestazione di ieri.
Già detto della Lucchese, fallita e ormai certa di non iscriversi (liberando così almeno un posto per l’ammissione, e non per il ripescaggio), hanno risolto la propria posizione società come Ascoli, Bra, Foggia, Casertana, nei giorni scorsi date in bilico.
