Reggio Calabria, caos in Consiglio. Ripepi: “Versace come Totò”. E lui si arrabbia: “è uno scostumato”

Ripepi paragona Versace a Totò, quest'ultimo si arrabbia: scintille in Consiglio Comunale a Reggio Calabria. Cosa è successo

Scintille questa mattina in Consiglio Comunale a Reggio Calabria. Nel corso degli interventi preliminari, caos e botta e risposta tra Massimo Ripepi e Carmelo Versace. Il primo stuzzica il secondo: “come Totò, Carmelo Versace dice che è la somma che fa il totale, quindi è tutto a posto”. Il paragone provoca l’ira di Versace, che a microfono spento risponde, arrabbiatissimo: “lei è scostumato, non offenda”, dice Versace replicando a Ripepi, che controbatte: “non sto offendendo nessuno, la sto paragonando a un grande artista, perché siete tutti artisti, anche il sindaco lo è. Siete artisti perché mistificate la realtà”.

Poi l’intervento di Ripepi prosegue: “i fondi del decreto Reggio sono bloccati e non bastano le belle parole di Carmelo Versace per mistificare la realtà. Utilizzate frasi fatte, ma siete in ritardo su tutto. Il Palazzo di Giustizia, il piano rifiuti e poi il ponticello del Calopinace? Non è che pensate di fare una festa, ora, quando lo inaugurerete? La festa per una tragedia. Dopo anni di lavori, dovreste chiedere scusa per i ritardi, invece regalate targhe a destra e a manca. Quello del Calopinace sarà il ponte della vostra vergogna“. 

Politica dei piccoli passi? Certo, piano piano, perché siamo una città da Serie D, di Eccellenza, come la Reggina, come quando disse Brunetti che facciamo le cose piano piano. Avete ridotto la città a una città da Serie D”, aggiunge Ripepi. E’ a questo punto che il presidente del consiglio Marra alza la voce: “non può dare del mistificatore. Ma siamo pazzi? Sta dicendo che il sindaco è in malafede, ma secondo lei è mai possibile? Per un amministratore?”. “Questo lo dice lei, questo lo pensa lei”, controbatte Ripepi. Alla fine, dopo quasi un quarto d’ora di intervento, Marra spegne il microfono a Ripepi: “basta, ha sforato, ha parlato quasi un quarto d’ora”.