L’avventura di Luciano Spalletti sulla panchina della Nazionale si è chiusa. Domani contro la Moldavia sarà l’ultima partita. Lo ha annunciato l’allenatore in conferenza, comunicando la decisione alla luce della clamorosa sconfitta di venerdì in Norvegia e di un atteggiamento molto critico – giustamente – da parte dei tifosi, soprattutto per l’atteggiamento in campo, oltreché per il risultato.
Qualche ora fa il delirio di Gravina, che ha parlato di “Norvegia corazzata” e “più forte dell’Italia”, descrivendola come fosse il Brasile del ’70 e togliendo ogni responsabilità e alibi alla sua figura e a quella del C.T., i maggiori responsabili dei disastri post Europeo. Sullo sfondo intanto sempre le figure di Stefano Pioli e Claudio Ranieri.
“Ieri sera siamo stati insieme io e il presidente, spesso siamo in contatto, e mi ha comunicato che sarò sollevato dall’incarico. Avrei preferito continuare il mio lavoro e rimanere al mio posto ma io considero questo come un servizio della patria e quindi sono al servizio della Nazionale. Non bisogna essere gelosi o altro quando si parla dell’Italia. Domani sarà l’ultima partita e cercherò di trasmettere il massimo ai ragazzi.
Sono dispiaciuto di me stesso, quando ho accettato sapevo che c’erano delle cose da mettere a posto, c’era da entrare in sintonia con i calciatori. Non ci sono riuscito fino in fondo, voi siete stati anche troppo gentili nel commentare la partita, perché avrei meritato commenti peggiori. Sono deluso di me stesso perché pensavo di poter fare di meglio” ha detto Spalletti in conferenza.
Incredibile l’atteggiamento di Gravina, che nelle parole di qualche ora fa pareva difendere pubblicamente il tecnico, mentre invece ieri gli comunicava l’esonero. Una giravolta incredibile.
