Iran, Squeri (FI): “preoccupati per Stretto di Hormuz e prezzo petrolio”

Luca Squeri, deputato e responsabile del Dipartimento energia di Forza Italia, esprime la sua preoccupazione per l'aumento del prezzo del petrolio

La situazione dello Stretto di Hormuz si fa critica. La sua eventuale chiusura, essendo un centro nevralgico per il commercio di petrolio e GNL, potrebbe comportare un aumento mai visto prima nella storia per il costo del petrolio. Una preoccupazione che riguarda da vicino anche l’Italia. Lo spiega Luca Squeri, deputato e responsabile del Dipartimento energia di Forza Italia: “siamo molto preoccupati per quel che sta accadendo tra Iran e Israele. Sul piano delle ricadute sull’energia, la situazione poteva essere più negativa, perché il prezzo del petrolio è sì aumentato, ma non in maniera così grave come avremmo potuto aspettarci.

Assistiamo a un fenomeno: l’Iran stesso, per tutelare le giacenze esistenti da eventuali bombardamenti israeliani, sta accelerando le esportazioni. Ecco perchè il prezzo del petrolio non è aumentato in maniera consistente. La preoccupazione, però, riguarda anche quello che accadrà allo Stretto di Hormuz, dove passa il 20% del petrolio. Qualora dovesse esserci un blocco, potremmo vedere un aumento del prezzo del barile, dagli attuali 75 a oltre i 100 dollari“.

Intanto, gli stati del Golfo stanno valutando seriamente cosa comporterebbe per la regione la caduta del regime clericale iraniano e il caos che un vuoto di potere potrebbe scatenare in una nazione di 90 milioni di persone, secondo quanto riferito da Bloomberg, che cita funzionari arabi.