Ripescaggi Serie C, la situazione dopo i playout e il caos in B: cosa aspettarsi ora tra graduatorie e scadenze

I playout di Serie C sono terminati, mentre in B è scoppiata una nuova bufera: qual è la situazione sul fronte ripescaggi dopo tutto questo?

I campionati di calcio stanno per terminare. Questo sarà l’ultimo weekend di Serie A, mentre dalla B in giù si sono già chiuse le stagioni regolari e sono iniziati gli spareggi. Si apre ora una fase, anzi si è già aperta, legata alla prossima stagione, soprattutto da parte di chi ha concluso le attività sul campo. Incombono infatti le prime scadenze sull’iscrizione e dei nuovi parametri da rispettare, mentre non è un mistero la situazione societaria di diversi club, soprattutto in Serie C. Tutte vicende che fanno drizzare le antenne ai tifosi in merito alla questione ripescaggi. Quelle attuali sono infatti settimane calde, ben prima che i termometri meteo facciano registrare le alte temperature climatiche.

Molto si è detto, già nelle settimane precedenti, ma soltanto di ipotetico, di scenario futuro ed eventuale. I playout di Serie C e i playoff di Serie D, infatti, lasciavano aperte troppe porte ancora da chiudere. Questo weekend, però, ne ha chiuse diverse, quasi tutte, anche perché in C c’erano coinvolte diverse società con attuali e acclarati problemi economici. In D, invece, l’unico verdetto ancora in sospeso – ma difatti il più importante – è quello del Ravenna, che in caso di vittoria domenica (o di pareggio dopo i supplementari) contro il Tau Altopascio vincerebbe i playoff e si piazzerebbe al primo posto nella graduatoria di Serie D e al secondo in quella generale.

Come funzionano le graduatorie per i ripescaggi

Prima di passare ad analisi dettagliate sul futuro di alcuni club, infatti, è bene ribadire e precisare come funziona il regolamento legato ai ripescaggi in Serie C. Ripescaggi che, ricordiamo, diventerebbero operativi soltanto qualora una o più squadre aventi diritto alla Serie C non si dovessero iscrivere o non dovessero presentare correttamente i requisiti richiesti. Ma il campo ha già decretato il suo verdetto e quelle 60 squadre ad oggi avrebbero diritto a disputare il campionato, perché se lo sono guadagnate. Questo vuol dire che se non dovesse esserci alcuna defaillance, non ci sarebbe neanche alcun ripescaggio.

Ipotizziamo invece che qualche società non riesca ad iscriversi. Cosa succede a quel punto? Entrano in gioco le graduatorie che la Federazione ha stilato in base al suo regolamento. Graduatorie che funzionano con un sistema alternato, così di seguito illustrato:

  1. Una squadra Under 23
  2. Una squadra di Serie D (la prima della graduatoria tra le vincenti dei playoff)
  3. Una squadra di Serie C (la prima della graduatoria tra le perdenti dei playout)
  4. Una squadra Under 23
  5. Una squadra di Serie D (la seconda della graduatoria tra le vincenti dei playoff)
  6. Una squadra di Serie C (la seconda della graduatoria tra le perdenti dei playout)

E così via in questo ordine. Ad oggi, queste sono le squadre rientranti nella tabella della graduatoria sopra illustrata:

  1. Inter U23
  2. Ravenna*
  3. Pro Patria
  4. Milan U23
  5. Reggina
  6. Sestri Levante

* Il Ravenna per essere in questa posizione deve non perdere la partita con il Tau Altopascio che giocherà in casa domenica prossima: con una vittoria o un pareggio è confermata la 2ª posizione in graduatoria dietro l’Inter U23.

Come detto su, dunque, l’unico dubbio rimane sul Ravenna, ma verrà sciolto domenica. Giocata questa gara, la tabella di cui sopra è definita. In caso di vittoria, la prima della graduatoria di Serie D sarà il Ravenna, in caso contrario sarà invece la Reggina, che ha vinto i playoff del girone I, e al quinto posto della graduatoria definitiva ci sarà la Nocerina che ha vinto i playoff del girone H.

Il caso Milan Under 23, retrocesso ma in graduatoria ripescaggi: cosa dice il regolamento

La retrocessione del Milan Futuro, al suo primo anno tra i Prof, ha aperto a dei nuovi scenari, mai accaduti prima: mai, infatti, una squadra Under 23 era retrocessa in Serie D. E quindi ora che succede? Rientra tra le “ripescabili” di chi ha perso i playout di Serie C oppure occupa il 4° posto, quindi nella graduatoria delle squadre Under 23? Il regolamento dice questo: “In caso di retrocessione della Seconda squadra al Campionato Nazionale di Serie D, la stessa potrà iscriversi al Campionato Dilettantistico 2025/2026, ferma restando le possibilità di ripescaggio in Serie C secondo le procedure previste per le Seconde Squadre”.  Il Milan quindi è retrocesso e può disputare il campionato di Serie D, ma ha anche diritto al ripescaggio “secondo le procedure previste per le Seconde Squadre”. 

Queste tabelle, per questioni di ordine e uniformità, sono state stilate tenendo conto di sei squadre inserite nella graduatoria. Non significa, ovviamente, che siano sei le mancate iscrizioni. Anzi, in realtà nella storia non ci sono mai stati più di quattro ripescaggi in estate e questo è accaduto una sola volta. L’ultima grande rivoluzione fu dovuta a un fatto eccezionale: l’anno in cui la Lega Pro passò da 54 a 60 squadre. In quel caso il numero fu considerevole, considerando le integrazioni degli organici. Fatta salva quella rarità, i ripescaggi negli ultimi anni si contano sulle dita di una mano. Lo scorso anno, addirittura, fu uno solo, il Milan Under 23, che prese il posto dell’Ancona. Il Siracusa, secondo nella graduatoria, rimase in Serie D.

La situazione in Serie B: il caos Brescia e la questione Sampdoria

Detto questo, alla luce del recente caos in Serie B e della fine dei playout, ci sono effettivamente delle questioni delicate e se sì quante sono? Ma soprattutto: troveranno una via d’uscita, le società in difficoltà, oppure sono rassegnate al proprio destino? Per una questione gerarchica, anche se soltanto indirettamente coinvolta, partiamo dalla Serie B, vista l’improvvisa “bomba” legata alle irregolarità del Brescia. Non c’è ancora una ufficialità della sanzione, ma la società lombarda va verso una penalizzazione di quattro punti, che significherebbe retrocessione. Questo a causa di crediti d’imposta che secondo gli organi di controllo risulterebbero inesistenti. I fatti, segnalati a febbraio dalla Covisoc, sono stati confermati dall’Agenzia delle Entrate soltanto domenica, generando il caos e il rinvio dei playout.

Questo fatto, però, non è strettamente collegato a problemi economici del Brescia. O comunque a situazioni che potrebbero far pensare a una mancata iscrizione in Serie C. E’ vero che Cellino già da tempo è intenzionato a vendere, ma lo stesso sarebbe accaduto con la salvezza ottenuta sul campo. Ad oggi il Brescia è un club finanziariamente sano, con scadenze federali rispettate al netto di questa irregolarità segnalata, su cui comunque ha già annunciato di volersi difendere, in quanto si dice innocente.

A cascata, la questione coinvolge anche la Sampdoria, che secondo tanti ha il destino segnato in caso di Serie C. Serie C che, effettivamente, il campo ha decretato. Intanto, però, la questione Brescia ha congelato tutto. La Samp, se le sanzioni fossero confermate, rientrerebbe nella corsa salvezza disputando il playout contro la Salernitana. Tuttavia secondo indiscrezioni la società ligure avrebbe proposto – per una serie di motivi – una Serie B a 22 squadre l’anno prossimo, con Brescia e Samp entrambe dentro. Insomma, è tutto in alto mare. Al momento, al netto delle ire dei tifosi, non c’è un’indicazione chiara e ufficiale sul da farsi. L’unica ufficialità riguarda il rinvio dei playoff di Serie B, ad oggi a data da destinarsi (ma fino a quando?).

Detto ciò, e anche qualora la Sampdoria dovesse retrocedere in Serie C, non c’è nulla di certo sul fatto che sia destinata a “morire”. Com’è noto, il club ha una mole di debiti importanti e ha firmato un accordo di ristrutturazione per ripianare gli stessi, attraverso una prospettiva di ripianamento che però prevedeva la Serie A entro il 2025-2026 e un abbattimento dei costi. Con la Serie C, ovviamente, tutto si complicherebbe, ma non bisogna dimenticare l’immediato e significativo intervento economico di Joseph Tey, manager di Singapore che da socio è diventato azionista di maggioranza, immettendo nelle casse blucerchiate oltre 100 milioni di euro. In caso di Serie C, e a prescindere dagli investimenti corposi dell’imprenditore asiatico, la Samp dovrebbe ovviamente rivedere il proprio piano. E non è follia pensare che possa avere delle difficoltà che si possono poi ripercuotere poi sul futuro societario. Ma ad oggi è tutto congelato, ma soprattutto ad oggi è folle anche pensare con assoluta certezza che possa fallire.

La situazione in Serie C: Foggia in amministrazione giudiziaria, per la Lucchese domani è decisiva

In Serie C la situazione non è definita, ma almeno ora ci sono delle certezze: le quattro squadre che non hanno rispettato le scadenze di febbraio ed aprile disputavano tutte i playout e di queste tre su quattro si sono salvate. L’unica a salutare è il Messina, che tra le quattro è anche quella messa peggio economicamente, nel senso che anche in caso di salvezza avrebbe avuto grosse difficoltà a iscriversi. Ma la situazione delle altre, invece, com’è?

Partiamo dal Foggia, che ha buttato proprio il Messina nel baratro. Da mesi, ormai, il presidente Canonico si è fatto da parte. Non per problemi economici, ma per minacce ricevute. Minacce che hanno trovato conferma nella clamorosa notizia di ieri: il club è finito in amministrazione giudiziaria ed è la prima volta per una società di calcio. Il motivo? Un piano estorsivo, con attentati e minacce, per determinare la cessione forzata ad un valore inferiore a quello di mercato. Ad organizzarlo – secondo la Procura antimafia di Bari – sarebbero stati quattro ultras legati alla batteria mafiosa Sinesi-Francavilla, diretta espressione della temutissima Società Foggiana. I quattro ultrà sono stati arrestati per detenzione di esplosivo, danneggiamenti (anche tentati), incendi dolosi e tentata estorsione, tutti reati aggravati dalle modalità mafiose.

Insomma, è una prima volta. Nel senso che in fase di iscrizione il problema non sarebbe prettamente economico, ma “sociale”. Canonico si è dimesso per le pressioni e minacce ricevute, ma avrebbe la facoltà in qualsiasi momento di riprendere le redini, qualora volesse. Alla luce di queste condanne, lo farà? O magari iscriverà la società e poi cercherà un venditore? Questo per dire che non ci sono corse contro il tempo legate a mancate disponibilità economiche. I giocatori devono ricevere gli stipendi, ma questi sono solo frutto del disimpegno del patron e del clima irrespirabile in città, come dimostra anche lo striscione della Curva ai calciatori nel corso del match col Messina. Domani il presidente incontrerà l’amministratore giudiziario Chionna, poi arriveranno le sue scelte per il futuro

Di problema economico vero e proprio si tratta invece a Lucca, ma nelle prossime ore sono attese novità in tal senso. La situazione è molto delicata da mesi: non c’è più una società e i calciatori hanno compiuto un’impresa, salvandosi sul campo nonostante stipendi in arretrato. Ora però viene il difficile, ovvero la seconda salvezza, quella fuori dal campo. Già da tempo la politica si è mossa e il sindaco ha presentato richiesta di liquidazione giudiziale (fallimento) insieme ai giocatori. Della stessa si discuterà in Tribunale proprio domani, mercoledì 21 maggio, a questo punto data decisiva per il futuro. Dall’udienza prefallimentare si potrebbe infatti delineare lo scenario per la sopravvivenza – o morte – del club. Intanto, parallelamente, antenne drizzate a possibili nuovi acquirenti. E’ spuntato il nome di Affida srl, che “dietro” avrebbe una società controllata da un fondo. Ma ci sono anche altre situazioni in atto. Probabilmente, ogni decisione verrà rimandata a domani, dopo l’udienza.

Per quanto riguarda la Triestina, non sono emerse novità particolari, nel recente periodo. Si è parlato solo di campo, con la salvezza ottenuta dopo il doppio pari per 0-0 che ha premiato la squadra per la miglior posizione in classifica. La situazione è cristallizzata ad aprile, con le mancate spettanze federali che hanno portato al deferimento e alla penalizzazione il prossimo anno.

Iscrizioni: le nuove scadenze

Per tutte queste società – sia quelle in difficoltà e di cui abbiamo parlato, sia le altre – la scadenza decisiva sarà quella del 6 giugno. La FIGC, quest’anno, ha modificato i parametri di iscrizione, anticipando la scadenza al 6 giugno per evitare brutti scherzi e cautelarsi per tempo. Allo stesso modo, ci sarà da rispettare l’indice di liquidità, l’ormai noto parametro che tiene conto dell’equilibrio tra entrate e uscite. Sforato di 0.8 questo indice, la fidejussione da presentare in fase di iscrizione passa da 350 a 700 mila euro, un’ulteriore modifica imposta dalla Federazione quest’anno per provare a raddrizzare una situazione sempre più complessa.