Il responsabile principale. Il signor “dieci anni di Serie D”. Che avrebbe dovuto prendersi le sue responsabilità, come ammesso, in caso di insuccesso. E quindi ci saremmo aspettati che rimanesse in silenzio. Anzi, in realtà, che si presentasse ai microfoni per annunciare le sue dimissioni. E invece no. Paolo Brunetti è il primo a parlare, a radio Febea, dopo la partita di San Cataldo che sancisce il mancato salto in Serie C della Reggina. Di nuovo. Per colpa soprattutto sua e delle sue scelte.
Con grande faccia tosta, e senza vergogna, Brunetti si presenta ai microfoni e parla – ancora – da dirigente, come se nulla fosse. “Vanno ringraziati i ragazzi in campo e poi sugli spalti. Mi trema la voce per gli strascichi della partita. Complimenti al Siracusa, che si è guadagnato la promozione sul campo. Onore e merito a loro, ma per noi ancora non è finita. Abbiamo i playoff, raggiungiamoli e poi incrociamo le dita. Era difficile festeggiare oggi, ma le persone oggi qui dimostrano la vicinanza alla squadra, allo staff e alla società”.
