Papa Francesco sarebbe stato un “progressista con valori di sinistra“, secondo Massimo D’Alema. E la sinistra italiana celebra oggi il Pontefice come un leader politico, in un turbinio di imbarazzi e contraddizioni. Come può, un’area politica evidentemente smarrita e disorientata, arrivare a celebrare persino il Papa come proprio leader politico di riferimento, se già solo il fatto di essere Papa dovrebbe incarnare valori e principi opposti a quelli della sinistra? Cerchiamo di capire, inoltre, se e quanto Papa Francesco abbia riformato la Chiesa e il Mondo, e se quindi sia stato davvero di sinistra o meno.
Certamente Papa Francesco ha espresso forti messaggi di vicinanza nei confronti degli ultimi: i poveri, i migranti, i disperati. Tuttavia, quale Papa della storia della Chiesa non ha fatto questo? E’ la base della civiltà cattolica. La differenza è che la Chiesa fa la carità per missione spirituale, la politica invece dovrebbe agire per combattere la povertà, la fame, la disperazione: esattamente l’opposto di quello che la sinistra fa da decenni, confondendo la lotta con la solidarietà.
La sinistra, infatti, anziché lavorare per creare le condizioni di sviluppo ed emancipazione, ha sempre e solo predicato becero assistenzialismo: dall’accoglienza tout-court ai migranti, poi abbandonati alla delinquenza incontrollata, al reddito di cittadinanza per i poveri, così costretti al mantenimento in povertà perpetua. Al contrario, è la destra che agisce politicamente per contrastare la povertà: non aiuta i poveri a rimanere tali e sopravvivere nella disperazione, ma li aiuta ad uscire da quella condizione di arretratezza e sottosviluppo con politiche mirate all’occupazione e allo sviluppo economico.
L’emblema che più ci riguarda da vicino, in Calabria e Sicilia, è il Ponte sullo Stretto: un’opera straordinaria che porterà progresso, sviluppo, lavoro, ricchezza, emancipazione, e che la sinistra ha sempre contrastato e continua a contrastare. Papa Francesco predicava per la costruzione di ponti, come oggi ha detto il cardinale Re durante l’omelia del funerale di Bergoglio: “Più volte Francesco ha esortato a costruire ponti e non muri“, e anche su questo, quindi, il Pontefice non è stato certo allineato con la sinistra di Pd e Movimento 5 Stelle che invece vogliono mantenere il muro che separa la Sicilia dal resto d’Italia e d’Europa.
Le posizioni di Papa Francesco su aborto e omosessualità
Un altro clamoroso cortocircuito della sinistra su Papa Francesco riguarda l’aborto. Quella stessa sinistra che ha più volte accusato senza alcun motivo la destra italiana, europea e internazionale, di voler “eliminare diritti acquisiti” (ma non si capisce quali!), oggi celebra il Pontefice che senza mezzi termini ha parlato di aborto come “omicidio” accusando “i medici che lo praticano” di essere dei “sicari“. Tutti i partiti di destra al governo nel mondo negli ultimi anni, o anche quelli che non hanno raggiunto il governo ma ambiscono a farlo, non hanno mai minimamente scalfito il diritto all’aborto contestando quindi duramente la posizione di Papa Francesco. Il “progressista con valori di sinistra” che però avrebbe voluto abolire l’aborto. E tante sedicenti femministe oggi in Italia celebrano Papa Francesco e contestano Giorgia Meloni: che ignoranti!
Papa Francesco è stato durissimo anche contro i preti omosessuali: “c’è troppa frociaggine nel Vaticano” ha detto qualche mese fa, in un contesto in cui le persone gay sono totalmente accettate e riconosciute nella nostra società. Abbiamo, vivaddio, politici gay, manager gay, insegnanti scolastici gay, sportivi gay, militari gay e tutto questo nella più assoluta normalità. La Chiesa, invece, anche con Papa Francesco, continua a non accettare che possano esistere preti gay. Altro che progressismo e valori di sinistra! Un Papa progressista e di sinistra, probabilmente, dovrebbe rivoluzionare la Chiesa non solo sdoganando l’omosessualità, ma anche consentendo ai preti di sposarsi, rivoluzionando il sistema ecclesiastico rimasto ancorato a logiche medioevali. Papa Francesco non ha fatto nulla di tutto questo, anzi ha parlato di “troppa frociaggine nel Vaticano“. Alla faccia del progressismo!
Papa Francesco sulla guerra in Ucraina
Ma se su gay e aborto le posizioni di Papa Francesco sono neofasciste, o almeno così le definirebbe qualsiasi esponente di sinistra, la situazione è ancora più clamorosa sulla guerra in Ucraina. Sin dal primo giorno, Bergoglio ha assunto una posizione comprensiva nei confronti della Russia e alle ragioni della Russia. Non si è allineato alla narrazione di “un invaso e un invasore“, dilagante senza possibilità di appello nel dibattito pubblico guidato dalle élite della sinistra. Per Papa Francesco, quella in Ucraina è una guerra scoppiata perchè “la NATO ha abbaiato alle porte di Mosca“, parole testuali di Bergoglio appena due mesi dopo l’invasione di Putin. E poi per tre anni ha parlato di pace, di accordo, di fine dei combattimenti. Che significa che l’Ucraina debba cedere parti del proprio territorio. E’ in sostanza quello che sta provando a fare Donald Trump, anche lui di destra, ed è quello che in Italia sostiene – molto isolato – Matteo Salvini dall’inizio dei combattimenti. Peccato che Salvini e Trump sono considerati “pericolosi filo-putiniani“, e ancora “vittime della propaganda russa“, dalla sinistra italiana ed europea che da tre anni alimenta la guerra contro i russi sulla pelle degli ucraini. Anche Papa Francesco, quindi, era un pericoloso filo putiniano, complottista e vittima della propaganda di Mosca, secondo la dottrina della sinistra di casa nostra.
Papa Francesco, un neofascista putiniano: sarebbe un “mostro” per la sinistra
Insomma, la sinistra sta celebrando un Papa che è in realtà un mostro secondo i canoni e le etichette che negli ultimi anni Pd & company hanno assegnato ai rivali politici. Contrario all’aborto, durissimo contro gli omosessuali e capace di comprendere le ragioni della Russia di Putin, Bergoglio è stato semplicemente un Papa che può piacere o meno ma di certo è stato molto lontano dal progressismo, dalla apertura della Chiesa alla modernità, e certamente non è stato allineato con il “pensiero unico” che la sinistra tenta di imporre su ogni argomento da anni in occidente.
L’unica certezza è che Bergoglio non è stato ascoltato dai vari attori politici e istituzionali. Oggi in tanti lo omaggiano ai funerali più che altro per il significato dei valori cristiani che qualsiasi Papa incarna, ma Francesco non ha avuto quell’effettiva influenza sulla vita del mondo reale come invece aveva fatto Giovanni Paolo II, il grande Karol Wojtyła, portatore effettivo di pace nel mondo con i fatti e non solo a parole.
Un appello al Conclave
A proposito, un appello al Conclave. Qualcuno gli consegni quest’articolo di StrettoWeb con una richiesta ampiamente condivisa da chi oggi non ha voce, nel tripudio appiattito di celebrazioni totalmente sganciate dalla realtà. Adesso, vi prego, vi preghiamo, eleggete un Papa giovane. Come Wojtyła, appunto, che nel 1978 è diventato Papa a soli 58 anni. E’ stato grande anche grazie alla sua longevità alla guida della Chiesa. Ma soprattutto, così ci risparmierete quest’assurda tiritera del lutto nazionale, del mondo che si ferma per una settimana, di ipocrisie mielose su tutti i mass-media per la morte del Papa di turno, ogni dieci o cinque anni. Se lo eleggete che è già vecchio, in ogni caso il Papa morirà presto. E prima di morire starà male, verrà ricoverato, ci dovranno raccontare il suo bollettino medico per mesi, addirittura dovremo sorbirci su radio e tv le caratteristiche degli “episodi di vomito con inalazione dovuto a un broncospasmo“, come accaduto con Bergoglio qualche settimana fa. E poi c’è la morte, il lutto, gli eventi annullati, le solite carnevalate tipiche della Chiesa in queste occasioni. E noi ci siamo già rotti le palle.
Eleggete un Papa giovane e bravo, che sia brillante, non ci interessa da quale Paese arrivi. Ma che cambi la Chiesa davvero, che la innovi, che consenta ai preti omosessuali di esercitare il sacerdozio senza vergogna, che consenta ai preti di sposarsi e convivere, e di avere figli, e che consenta alle donne di abortire senza più condannarle al peccato divino, e che regni a lungo, e che muoia il più tardi possibile per riformare anche le celebrazioni funerarie, o quantomeno che questo rompimento assoluto possa capitare una volta ogni 30, 35 o se Dio vuole anche 40 anni. Per favore, ascoltateci. E che Dio vi benedica.
