Il modello legalità utilizzato per Expo e Milano Cortina attivato anche per la realizzazione dei nuovi ospedali calabresi. E’ quanto delineato a Catanzaro nel corso della conferenza stampa del prefetto Paolo Canaparo, direttore della struttura per la prevenzione antimafia del Ministero dell’Interno, del presidente della Regione Calabria e nominato da poco commissario delegato per l’attuazione degli interventi sul sistema regionale degli ospedali e del sottosegretario all’Interno Wanda Ferro in occasione della presentazione delle iniziative per il contrasto delle infiltrazioni della criminalità organizzata nelle completamento dei nuovi nosocomi. A seguire di è svolto il vertice con prefetti, questori, comandanti regionali e provinciali di carabinieri e guardia di finanza, Dia, rappresentanti dei sindacati e delle organizzazioni datoriali.
“Sono molto riconoscente – ha detto Occhiuto – al ministro Piantedosi per avere messo a disposizione questa direzione. Tutte le aziende coinvolte nelle forniture di lavoro o materiali dovranno iscriversi ad un’anagrafe e controllate e nel caso di esito negativo avranno automaticamente un’interdittiva antimafia. Le aziende con le carte in regola sappiano che in Calabria ci sarà questa struttura. Tempistiche saranno rallentate ma velocizzate e i controlli ci saranno anche dopo”. Per il sottosegretario Ferro la “sinergia istituzionale’ è fondamentale perché così si potranno premiare le realtà imprenditoriali sane e oneste e donare alla regione una sanità che non sia più fabbrica di consensi ma che possa essere in realtà una fabbrica di salute”.
Nuovi ospedali, Canaparo: “trasparenza, legalità e tempi rapidi”
“Garantire massima legalità e trasparenza di tutte le procedure attraverso l’utilizzo di sistemi già testati con successo contando sul fondamentale coinvolgimento delle delle Prefetture, dei Gruppi interforze antimafia e delle articolazioni periferiche della Dia per giungere alla realizzazione dei nuovi ospedali nei tempi previsti e senza intralci”. Lo ha detto il prefetto Paolo Canaparo, direttore della struttura per la prevenzione antimafia del Ministero dell’Interno, a Catanzaro dove ha partecipato ad un vertice, con il presidente della Regione Roberto Occhiuto e il sottosegretario Wanda Ferro, sulla realizzazione dei delle grandi opere di edilizia sanitaria in Calabria.
“La rete dei controlli – ha aggiunto Canaparo – riguarderà sia la fase di affidamento dei lavori, con i contratti e sub contrati che saranno vigilati attentamente, sia la fase esecutiva che è quella più delicata dal momento che è quella in cui nei subappalti si può insinuare il rischio di infiltrazioni. Faremo tutto ciò rafforzando i controlli grazie ai gruppi interforze antimafia e grazie alla Dia e alla collaborazione delle istituzioni e delle parti datoriali e sindacali“.
“Ho già avuto modo di apprezzare – ha sostenuto Canaparo – il grande spirito di collaborazione dei concessionari. Al sistema imprenditoriale dico di non avere timore a denunciare qualsiasi tipo di pressione e di indebita ingerenza perché prima si arriva e prima si riduocono i rischi di infiltrazione. Il regime di vigilanza e di controllo antimafia già vigente è assolutamente efficiente e sarà così rafforzato. Nel protocollo di legalità noi prevederemo una fase transitoria in cui già chi già opera dovrà iscriversi presso l’anagrafe. E’ evidente che anche i controlli nei cantieri con questo nuovo sistema saranno ancora più accurati”.
“Attueremo anche qui il modello già testato con successo – ha detto il prefetto Canaparo – basato su controlli veloci e accurati per tutta la filiera delle imprese sia nella fase di affidamento che nella fase esecutiva. Prevista maggiore condivisione del patrimonio informativo, massima collaborazione in tutta la rete di prevenzione amministrativa antimafia e con tutti gli organismi giudiziari”. “L’obiettivo – ha aggiunto Canaparo – è quello della realizzazione delle opere nei tempi previsti. La procedura, che non presenta elementi di criticità, è stata testata nella ricostruzione post sisma in centro Italia e a Milano Cortina. Si tratta di strumenti molto ben affinati, ovviamente sarà necessaria la massima collaborazione dei territori”.
