“L’introduzione da parte degli Usa di dazi verso l’Unione Europea è una misura che considero sbagliata e che non conviene a nessuna delle parti“. È quanto dichiarato da Giorgia Meloni in merito all’introduzione dei dazi USA firmata ieri da Donald Trump. L’UE è stata colpita con una tariffa del 20%. Il Premier italiano, contravvenendo a quanto detto dalla Casa Bianca sull’impossibilità di negoziare tali accordi, pensa possa esserci un margine di trattativa.
“Faremo tutto quello che possiamo per lavorare a un accordo con gli Stati Uniti, con l’obiettivo di scongiurare una guerra commerciale che inevitabilmente indebolirebbe l’Occidente a favore di altri attori globali. In ogni caso, come sempre, agiremo nell’interesse dell’Italia e della sua economia, anche confrontandoci con gli altri partner europei“, ha dichiarato.
Nelle ore che hanno preceduto l’annuncio di Trump, Meloni aveva parlato dei rischi di “risvolti pesanti” dalle barriere commerciali americane, pur senza arrivare a definirli un “errore profondo” come fatto in modo limpido dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E aveva ammesso che “se servirà” bisognerà difendere gli interessi nazionali, ed europei, immaginando “risposte adeguate“.
Mattarella: “UE risponda compatta ma serena”
Sergio Mattarella, nell’incontro con il presidente estone Alar Karis, al Quirinale, ha ribadito una posizione già assunta in passato, invitando l’Europa a una risposta “compatta, serena e determinata“. Una risposta inevitabile, di fronte a un presidente americano che parla esplicitamente di “guerra commerciale“, ma che vada ben ponderata, deve essere appunto “serena“, non dettata dall’impulsività. Insomma, una scelta razionale, da parte dei 27 paesi dell’Unione che devono agire in modo “compatto” dopo avere analizzato, nel dettaglio, l’impatto sui singoli settori.
Tajani: “a lavoro con UE per risposta comune”
“Siamo già al lavoro con la Ue e i partner europei per una prima valutazione e una risposta comune“, la reazione a caldo di Antonio Tajani, che nelle prossime ore a Bruxelles incontrerà il commissario al Commercio Sefcovic, e predica “una risposta basata su un approccio pragmatico, basato sul dialogo“. “Serve un negoziato costruttivo, con la schiena dritta – è convinto il ministro degli Esteri -, che tenga conto delle preoccupazioni americane ma tuteli i sacrosanti interessi europei. Il Governo non lascerà indifeso il sistema produttivo italiano“.
Tajani è favorevole alla linea della “saggezza” del Quirinale, sottolineando che si tratti della stessa del governo. Non bisogna “reagire di pancia ai dazi“, anche se è chiaro che “se non si riesce con il dialogo a ottenere una situazione diversa, è ovvio che in tempi brevi ci sarà una reazione europea“. Non è un mistero che nel governo si pensi che, “senza andare alle calende greche“, sia meglio prendersi tutto il tempo a disposizione per negoziare. Anche perché una buona occasione potrebbe essere la visita di J.D. Vance in Italia a ridosso di Pasqua, il 18 aprile.
