Tutto in evoluzione. Continua. Da mesi, ormai, l’ACR Messina vive la propria quotidianità sul filo, sconvolta da colpi di scena frequenti, da ribaltamenti di fronte scioccanti che cambiano il corso degli eventi e alimentano la rabbia e la delusione di una piazza che è ben consapevole di essere vicina al baratro. Nonostante ciò, seppur con estremo ritardo, si sta provando a fare il possibile – dentro e fuori dal campo – per evitare retrocessione e fallimento. Nelle ultime ore, da registrare diversi eventi importanti e per certi versi spartiacque, riguardanti soprattutto le scadenze imminenti e poi un eventuale futuro.
Consegna della procura a vendere, al prezzo di 1 euro
L’ultima notizia in ordine di tempo riguarda l’annuncio, da parte del presidente Stefano Alaimo, della consegna del documento originale cartaceo della procura a vendere, che apre difatti al “permesso” di cessione delle quote da parte di AAD Invest. Alaimo ha consegnato la procura a un emissario del sindaco, che nei giorni scorsi si era arrabbiato perché la prima consegna – inviata in PDF su whatsapp – non era valida. Se confermato, questo fatto apre a scenari legati a possibili cambi di proprietà, facilitati dal fatto che la vendita avverrà simbolicamente al prezzo di 1 euro, sempre come annunciato da Alaimo.
C’è, però, da fare i conti con una tempistica fortemente ristretta. Le trattative, si sa, non si imbastiscono in pochi giorni. O perlomeno quelle con soggetti che si ritiene possano essere affidabili. I soggetti devono essere interessati, manifestarsi, e la vendita simbolica a 1 euro – pur facilitando un certo tipo di processo – non risolve ogni problema. Sì, perché il problema non è il prezzo d’acquisto, non solo quello, bensì la situazione debitoria ad oggi presente all’interno delle casse societarie dell’ACR. In sostanza, chiunque può comprare la società a 1 euro, ma poi c’è da gestire la massa debitoria, tra l’altro con il rischio – sempre più alto – di una retrocessione in Serie D. Qualcuno si sobbarcherà questo grosso peso? Borgosano si è tirato fuori, qualche altro interessamento delle settimane precedenti non si è trasformato in nulla di concreto.
L’ACR Messina e la scadenza del 16 aprile
Le prossime ore, in tal senso, saranno calde, e non solo sul fronte societario. Incombe, infatti, una scadenza più importante e anche prioritaria rispetto al cambio di proprietà: quella di domani, 16 aprile, che rappresenta una delle tappe federali a cui ogni anno le società devono far fronte per quanto riguarda stipendi e contributi. Com’è noto, quella del 16 febbraio è stata solo parzialmente rispettata (pagati gli stipendi, non le ritenute) e così il club è andato incontro a una penalizzazione di 4 punti.
Onde evitare altre spiacevoli sorprese (anche se una nuova penalizzazione verrebbe scontata nella prossima stagione), il sindaco Basile è sceso nuovamente in campo per provare a raddrizzare la situazione, lanciando una sorta di comitato d’emergenza dove riunire professionisti, imprenditori e appassionati per raccogliere gli oltre 300 mila euro necessari a rispettare le scadenze. Uno di questi, Francesco Barbera, ha risposto presente con un’importante somma, mentre tra i soggetti che aderiscono c’è anche Pietro Sciotto, rispuntato magicamente fuori dopo i silenzi di questi mesi. L’ex presidente, tra l’altro, ha avuto anche il coraggio di insultare i giornalisti, così come emerso dalla denuncia di Assostampa Messina e Ussi Messina.
Sul fronte prettamente sportivo, mancano due partite, contro Foggia e Juventus Under 23. Il Messina ad oggi ha 7 punti di distacco dalla Casertana. Se rimanessero questi, la squadra di Banchieri giocherebbe il doppio turno playout con il ritorno in Campania e lo svantaggio dell’eliminazione in caso di doppio pari dopo i 180 minuti (perché la Casertana ha un piazzamento migliore). Se in queste due giornate, invece, i punti dovessero aumentare, andando a più di 8, lo spareggio non si disputerebbe e il Messina retrocederebbe direttamente in Serie D. E a quel punto gli scenari potrebbero cambiare ancora.
