Nessuna sorpresa. La Reggina rispetta il pronostico e batte il fanalino di coda Akragas nel quasi testa-coda del girone I di Serie D. Gli avversari, com’è noto, sono destinati alla retrocessione, si sono presentati al Granillo con pochissimi Over e vengono da settimane turbolente a livello societario, con il rischio – a un certo punto – anche di un ritiro, poi sventato. Oggi 2-0 il risultato finale, non con qualche difficoltà per gli uomini di Trocini, che la sbloccano soltanto nella ripresa. Primo tempo bloccatissimo, lento e brutto, soprattutto per via di un avversario – quello siciliano – chiuso a difesa del pari. La scelta De Felice dal primo minuto non paga, infatti è con l’ingresso di Barranco che il risultato cambia, ad inizio secondo tempo. Nella fase finale, poi, il raddoppio di Urso, neo entrato anch’egli nella ripresa.
Nelle ultime settimane, pur rimanendo vincente, la Reggina fa trasparire un atteggiamento diverso: meno brillante ma più cinico. Lo dimostrano le vittorie senza goleada e una mole di occasioni minore rispetto al periodo produttivo tra fine 2024 e inizio 2025. Da inizio stagione, la squadra ha speso tanto in termini di energie e non per niente mister Trocini sta cominciando a far ruotare qualche elemento. Si è sentita, in mezzo al campo, l’assenza per squalifica di Porcino (premiato prima del fischio d’inizio con una maglia celebrativa per le 100 presenze in amaranto), così come quella di Barranco, appunto, che dopo il suo ingresso l’ha messa dentro alla prima occasione.
Non cambia nulla rispetto alla posizione nei confronti della capolista Siracusa, vincente a Enna per 0-2. Il clamoroso tonfo interno della Scafatese, invece, permette agli amaranto di allontanare i campani di Atzori. Ora la D riposerà un turno, poi gli amaranto andranno a Sambiase. A corredo dell’articolo, le immagini della sfida: si può vedere la premiazione di Porcino e la coreografia della Sud.

