Reggina-Siracusa, in Tribuna VIP due assenze che fanno rumore: segnale sul futuro?

A fare notizia, in Reggina-Siracusa, non solo i tanti presenti, ma anche due assenti: Falcomatà e Latella

Domenica al Granillo per Reggina-Siracusa, a fare notizia – ancor prima e ancor più della partita – è stata l’atmosfera. 7.500 tifosi per una partita di Serie D sono uno spettacolo rarissimo. Tra l’altro, a Reggio Calabria, non si vedevano da un anno e mezzo. Clima da altri tempi, dunque, sugli spalti, al netto del risultato finale. Ma a fare notizia non erano solo i presenti, bensì anche gli assenti. Due in particolare: il sindaco Falcomatà e il delegato allo sport Latella. Perché se è vero che il primo cittadino non si è fatto vedere granché dalle parti del Granillo in questo anno e mezzo, ci si poteva aspettare la sua presenza nel big match. E invece è stato assente, così come Gianni Latella, solitamente presente in tribuna vip.

C’erano invece, immancabili, Brunetti e Versace. Il primo avrebbe dovuto vigilare, avrebbe dovuto chiedere spiegazioni in caso di mancanza di risultati, e invece era in tribuna vip a stringere la mano a Ballarino, sorridente. Così come Versace, che al fotoreporter di StrettoWeb mostrava il “3” prima del fischio d’inizio. D’altronde, ormai da tempo, i due parlano come se fossero dei dirigenti amaranto: intervengono in zona mista nel post gara, lo fanno al fianco del patron nel corso del brindisi di fine anno.

Di tutt’altro tenore “l’approccio” di Latella e Falcomatà. Si ricordi il coraggio del delegato in conferenza stampa nel giorno in cui Brunetti comunicava la scelta di Ballarino a scapito di Bandecchi e soci. Si ricordi anche la sua intervista a StrettoWeb, quando rimarcava l’importanza di avere avuto in società un imprenditore come Bandecchi.

Falcomatà, che all’epoca della scelta era sospeso, non ha mai mostrato – al di là delle uscite pubbliche – una grande “simpatia” verso questa proprietà. Non dimentichiamo il “non possiamo vivacchiare” o la partecipazione all’acquisto del marchio proprio in competizione a Ballarino.

L’assenza dei due di domenica, dunque, fa rumore. Molto rumore. Nella gara più importante, di fronte a quella cornice di pubblico. Rappresenta, però, un segnale, una speranza, un auspicio. Che, non contenti dell’attuale compagine societaria, stiano quantomeno provando a lavorare per trovare risorse nuove, fresche. Che si stiano muovendo sottotraccia, in silenzio. Perché in fondo, rispetto allo scorso anno, non è cambiato nulla. E Reggio non può continuare a vivacchiare.

Con le attuali condizioni, si troverà sempre il Trapani o il Siracusa di turno, squadre più forti a livello economico, e quindi sul campo, nonostante siano meno blasonate della Reggina. Perché se è vero che nel calcio sono essenziali le competenze, è anche vero che – soprattutto in Serie D – servono investimenti adeguati. E anche tanto. Le varie Bari, Palermo, Catania, Trapani lo dimostrano. La Reggina, con la sua storia, avrebbe dovuto fare un sol boccone del Siracusa e del Trapani l’anno scorso. Anzi, oggi avrebbe dovuto distanziare l’Audace Cerignola, nel girone C di Serie C, volando verso la promozione in Serie B. Così ci aveva raccontato il patron Ballarino nel suo business plan.

Ad oggi invece la storia dice che è vicina la partecipazione al terzo campionato di fila in Serie D. In pratica, questa proprietà sta già facendo la storia. Sì, ma in negativo. Quell’assenza, ribadiamo, fa rumore, ma fa anche riflettere e lancia un segnale sul futuro societario.