di Dominella Quagliata – Ricorderò il quattro febbraio 2025, con la speranza che ciò che è stato straordinario presto diventi ordinario. Mi trovavo al Parlamento europeo per una ordinaria missione con la Delegazione nazionale di Confprofessioni, di cui sono componente di Giunta, e in rappresentanza del Sindacato PLP Psicologi Liberi Professionisti, di cui sono presidente nazionale. Un’agenda fitta, come sempre, ma, per qualche strano caso, con uno spazio libero alle 10.00 di martedì.
Appreso che proprio a quell’ora, nella Sala 3E2, si sarebbe tenuta una conferenza sulla Calabria, decido di farci una capatina, soprattutto perché l’evento era organizzato dall’Europarlamentare Giusy Pinci, che da sempre stimo.
Sapevo che sarebbe stato un evento interessante, ma quanto è accaduto ha superato tutte le mie aspettative. La mia missione ordinaria si stava trasformando nell’esperienza di una Calabria straordinaria.
Si percepiva fortemente che chiunque fosse lì, ambasciatori, europarlamentari e tanti altri illustri stakeholders, non ci stava per mero garbo istituzionale. Ciascuno si sentiva attratto e incuriosito da una Calabria che non conosce ancora personalmente, ma che aveva intravisto attraverso la passione e la levatura di una Calabrese innamorata della propria terra. Chi era lì voleva esserci.
Qualcosa stava accadendo. La Calabria, per me bella senz’anima, mi appariva inaspettatamente ingaggiante, con tratti delicati e allo stesso tempo decisi, autorevole e allo stesso tempo scanzonata. Una suggestione che sapevo sarebbe svanita da lì a poco, alla ripresa dei miei impegni istituzionali.
E invece no. Oltre i confini della Sala 3E2, in Parlamento, sentivo ancora parlare di quella Calabria. Il giorno dopo, alla Camera di Commercio Belgo-Italiana, il Segretario generale Giorgio De Bin ci raccontava di un interessante e intenso evento sulla Calabria, suscitando negli interlocutori curiosità e in me l’anomalo desiderio di comunicare che anch’io sono calabrese.
Cos’era dunque accaduto? Perché nessuna strategia di marketing, nessun investimento economico, nessuna iniziativa istituzionale aveva mai suscitato tanto interesse quanto una conferenza, seppur realizzata in una location prestigiosa?
Probabilmente la risposta è che chi ha organizzato la conferenza non ha usato la Calabria per mettere in mostra se stessa, ma ha usato genuinamente se stessa, la propria credibilità, la propria passione e le proprie competenze per mettere in mostra la regione che è stata chiamata a rappresentare e promuovere.
Grazie Giusy Princi, perché con ciò che stai facendo, e ancor di più con come lo fai, contagi energia, speranza e amore per una terra che è generosa con chi la sa amare.
Grazie a te e a chi, come te, anziché servirsene, la serve con dedizione.
Grazie a voi, pian piano, forse, anch’io me ne innamorerò.
