Dalla gelosia per Occhiuto alle nozze con Cateno: perché Schifani ha silurato Scurria

"Che Schif-ani combini?": Messina in rivolta per il blitz del Presidente sul risanamento. Tutti stanno con Marcello Scurria: "questo è troppo"

C’è tutto il peggio della vecchia politica nel clamoroso colpo di mano con cui il Presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, ha silurato il sub-commissario al risanamento di Messina Marcello Scurria. La notizia, divulgata venerdì mattina proprio da Scurria in una improvvisata conferenza stampa a sorpresa, ha scatenato un vero e proprio terremoto in città. Come quello che nel 1908 apriva la brutta storia delle baracche, e forse anche di più per la politica locale. Perché quella di Schifani non è una scelta di merito né tantomeno di partito. Scurria a Messina è stato scelto da Matilde Siracusano (Forza Italia, come Schifani!) perché è il più bravo, e infatti oggi viene sostenuto da tutti: sta lavorando benissimo e i risultati del suo lavoro sono pratici, concreti, chiari e alla luce del sole. Per questo motivo ha un sostegno bipartisan da parte della popolazione, dei media e anche l’apprezzamento della politica (persino il Pd ha espresso sostegno e vicinanza dopo la revoca delle funzioni).

Scelto e sostenuto da Matilde Siracusano, appunto, Scurria ha lavorato magistralmente riuscendo ad avviare le attività che con enorme fatica stanno consentendo di superare il secolare degrado delle baraccopoli in centro città e dando una nuova abitazione ai residenti delle baracche: un lavoro lungo e difficile che non è ancora finito ma ha già portato ad oltre 15 baraccopoli abbattute, più di 750 famiglie che hanno avuto una sistemazione adeguata e dignitosa dopo lo stanziamento di 100 milioni di euro nella cosiddetta “legge Carfagna” e il successivo lavoro di Scurria sul territorio.

Dopo l’annuncio della revoca delle funzioni di sub commissario, Messina ha vissuto un weekend da città “terremotata”: cittadini infuriati sui social, nei bar e nelle strade con il Presidente Schifani per una scelta incomprensibile. Tanti residenti nelle baracche che proprio nei prossimi giorni avrebbero dovuto trasferirsi in una nuova casa, adesso si chiedono che fine farà il percorso del risanamento così virtuosamente avviato da tempo. E anche noi ci siamo chiesti com’è possibile che Schifani abbia potuto operare una scelta del genere, che ha scatenato la rabbia del suo stesso partito e che evidentemente non è stata condivisa né con il governo nazionale né con i referenti del territorio.

La gelosia per Occhiuto e la necessità di avere il sostegno di Cateno De Luca: i reali motivi della scelta di Schifani

Non c’è dubbio che gli unici oppositori di Scurria siano da tempo il Sindaco Federico Basile e la sua guida spirituale Cateno De Luca: non si tratta di “ragioni di stato“, quali ad esempio il “bene dei cittadini” o un generico “interesse per il territorio“, ma semplicemente di spazi di potere a loro negati. Ecco perché il Sindaco e i deluchiani hanno fatto da sempre la guerra a Scurria. E adesso l’hanno vinta, grazie al tradimento di Schifani a cui si sono venduti. Il motivo è facile da intuire. Il Presidente della Regione sta iniziando a pensare alle elezioni dell’autunno 2027 e vorrebbe ricandidarsi, nonostante in quel momento avrà quasi 78 anni di età e quindi arriverà ad un’eventuale fine della seconda legislatura a sfiorare gli 83 anni anagrafici. Roba che a Roma direbbero “Joe Biden scansate“. Per Schifani, però, è fondamentale “eliminare” gli avversari o i papabili tali. E quindi “comprarsiil sostegno di Cateno De Luca è una delle strade per ottenere due piccioni con una fava: cancellare un avversario e incassarne addirittura il sostegno. De Luca, a Messina, vuole gestire il risanamento e infatti inizialmente Schifani avrebbe dovuto/voluto sostituire Scurria proprio con De Luca in persona. Circostanza che nelle scorse ore ha dovuto smentire proprio a seguito del terremoto che si è scatenato a Messina nel weekend. Ma al posto di Scurria ci sarà comunque un deluchiano, che sta già scaldando i motori per una sfida ancora tutta da completare (sono oltre 1000 le famiglie ancora da liberare dalle baracche). Nell’idea di Schifani c’è quella di un matrimonio politico con Cateno De Luca, che sarà accontentato a Messina sulla gestione del risanamento con la promessa di un sostegno elettorale alle prossime regionali.

E poi c’è anche un’ipotesi, forse un po’ cattiva ma “a pensar male spesso ci si azzecca“, secondo cui Schifani si sarebbe voluto togliere un sassolino dalla scarpa nei confronti del collega calabrese Roberto Occhiuto. Che Schifani soffra una certa gelosia nei confronti di Occhiuto è noto da tempo: il Presidente siciliano non sopporta i successi che il collega di partito sta ottenendo in Calabria, basti pensare che dopo l’accordo con Ryanair in Calabria, Schifani ha iniziato a rilasciare pubbliche dichiarazioni molto dure contro la compagnia aerea irlandese; e poi appena Occhiuto ha annunciato il Capodanno RAI in Calabria, Schifani ha fatto carte false per avere quello Mediaset in Sicilia. Insomma, una sorta di sindrome di inferiorità al contrario rispetto alla storia recente di Sicilia e Calabria in cui erano sempre stati i calabresi a guardare alla Sicilia con ammirazione e un pizzico di invidia. Ecco perché silurare Scurria, scelto e sostenuto dal Sottosegretario di Stato Matilde Siracusano, compagna di Occhiuto, avrebbe portato in Schifani anche una ulteriore soddisfazione interiore.

Beato lui, a volte basta poco per essere felici.