I ricorsi contro la caccia stanno mandando su tutte le furie i cacciatori calabresi. Dopo il pensiero di un cittadino reggino, un altro cacciatore calabrese è intervenuto sulla questione. “Spett.le Redazione, sono un cacciatore di Reggio Calabria, mi chiamo Roberto Zerotti e già in data 6 dicembre 2024, grazie al vostro quotidiano on line, avevo pubblicato un articolo in difesa della caccia, dei cacciatori e di tutte quelle categorie vicine alla nostra passione per ciò che concerne la chiusura anticipata della caccia ad alcune specie, in modo particolare alla specie ‘tordo’. Oggi, purtroppo, con rammarico, mi ritrovo nuovamente ad esprimere il mio pensiero e il mio dissenso, in virtù di tutto quello che sta succedendo e con piacere, noto che anche qualche altro cacciatore come me, ha pensato di fare ciò tramite il vostro quotidiano on line”, si legge.
“Partiamo dal presupposto che l’attività venatoria, è regolamentata da un calendario venatorio che per legge, deve essere pubblicato dalla Regione entro il 15 giugno, ma puntualmente soprattutto qui in Calabria, viene pubblicato in netto ritardo e a ridosso della stagione venatoria diciamo intorno alla prima decade di agosto. Tale documento, indica date di apertura, chiusura, specie cacciabili, orari, divieti e i cacciatori per non incorrere in sanzioni devo attenersi a quello che viene riportato. Purtroppo, dopo che migliaia di cacciatori pagano delle tasse anche esose per esercitare l’attività venatoria per come indicato, questo documento viene modificato durante la stagione di caccia”.
“In pratica noi cacciatori paghiamo per poter usufruire delle giornate di caccia indicate, per cacciare determinate specie nell’arco temporale riportato e poi come per magia dalla sera alla mattina il tutto viene modificato o addirittura vietato a causa dei continui ricorsi infondati da parte di associazioni ambientaliste che pensano solo ed esclusivamente alla caccia e ai cacciatori, additano il più delle volte persone per bene, perché ricordiamo che per essere in possesso di porto d’armi bisogna avere una fedina penale più che pulita e non si curano in maniera così tempestiva di tutto il resto che comporta gravi danni all’ambiente”.
“Così facendo, migliaia di cacciatori che investono soldi in cartucce, materiale di ricarica ecc ecc e le attività commerciali, che vivono e guadagnano soprattutto nel periodo dell’anno in cui si esercita la caccia e che hanno programmato nei mesi precedenti gli acquisti in virtù del calendario venatorio vengono danneggiati in maniera irreparabile. Ad oggi, stiamo assistendo ad un susseguirsi di ricorsi per la sospensione della caccia al tordo, specie migratoria presente nel nostro territorio fino a tutto marzo e addirittura anche in aprile”.
“Tali associazioni ambientaliste, sostengono che questa specie, effettua il ritorno prenuziale a partire dai primi giorni di gennaio, cosa palesemente falsa sia per i vari studi scientifici che sono stati effettuati (telemetria satellitare), sia perché come detto prima il tordo è presente nella nostra regione fino a marzo ed infine, perché questa specie va a nidificare nel periodo estivo in gran parte del nord Europa, soprattutto in Francia, Regno Unito, Scandinavia, Germania, Russia e alcuni esemplari nelle Alpi italiane”.
“A tal proposito è bene evidenziare che in altri stati ad esempio la vicina Grecia, tutto ciò non accade, anzi, la caccia a tale specie è fonte di ricchezza in quanto si pratica turismo venatorio ed è consentita fino al 28 febbraio. Qui in Italia, alcuni Enti (Ispra o Tar), purtroppo sostengono queste teorie ambientaliste assurde e velocemente e puntualmente, bloccano l’attività venatoria, perché negli altri stati ciò non accade? In Calabria, dopo un primo stop da parte del Tar della caccia al tordo in data 9 gennaio, la Regione Calabria si è dichiarata contraria a questo provvedimento e con un comunicato pubblicato sul portale ufficiale, ha stabilito la legittimità del calendario venatorio vigente stabilendo la data di chiusura a tale specie al 30 gennaio”.
“A distanza di qualche giorno, è stato predisposto un altro ricorso e ancora una volta il Tar (in maniera tempestiva) e la cosa è molto strana considerando che i tempi della giustizia generalmente sono molto lunghi, ha sospeso nuovamente la caccia ai tordi creando tanta confusione, tra cacciatori, forze dell’ordine, associazioni venatorie. Purtroppo bisogna evidenziare, che, addirittura lo stesso giorno della sentenza emessa dal Tar, ad alcuni amici cacciatori sono stati sequestrati i fucili perché praticavano questa tipologia di caccia. Semplicemente assurdo!!! Un cacciatore che fino alla sera prima è convinto di poter cacciare, prima di uscire la mattina dovrebbe interfacciarsi con un avvocato? Dovrebbe entrare sul portale e leggere se ci sono sentenze?”.
“Fortunatamente, la Procura in tempi brevi, grazie al ricorso presentato dagli avvocati, ha annullato con effetto immediato il sequestro specificando bene che: “il decreto del Tar non può considerarsi fonte normativa in quanto ha bisogno di essere recepito e applicato con apposito disposto normativo dell’Ente pubblico esercente la patria potestà in questo caso la Regione Calabria e che in assenza del provvedimento, debba applicarsi la norma generale prevista dall’ art.18 lettera b della legge 157/92”.
Il comunicato della Regione Calabria
Visto e considerato che sul portale della Regione Calabria vi è solo ed esclusivamente un comunicato qui di seguito riportato:
“Legittimità del Calendario Venatorio: Per effetto, fino alla sentenza che definisce il merito relativamente alla legittimità del Calendario Venatorio “L’attività venatoria è consentita nei termini di cui ai commi 1 e 1 bis e riacquistano l’efficacia i limiti di prelievo e gli orari giornalieri fissati da ciascuna regione con l’ultimo Calendario Venatorio legittimamente applicato”. Sembra chiaro che alla luce di ciò e in mancanza di altre comunicazioni che la caccia al tordo allora è consentita”.
“A tal proposito, anche in virtù delle tante richieste di chiarimento da parte di tanti amici cacciatori, che sono in uno stato di confusione e vogliono esercitare la propria passione in tranquillità e nell’assoluto rispetto delle norme, si chiede cortesemente alla Regione Calabria e/o alle tante Associazioni Venatorie, entro la giornata di domani martedì 28/01/2025, di emettere un comunicato ufficiale sul portale Regionale, sui vari sociale a mezzo stampa, per chiarire definitivamente tale situazione in modo che i seguaci di Diana possano concludere la stagione venatoria in data 30 c.m nella più totale libertà cosi come prevede la normativa”.
